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  • domenica 28 Settembre 2014

Un poliziotto ferito a Ferguson

Un uomo gli ha sparato a un braccio nei pressi di un centro sociale: intanto le proteste contro la polizia sono ricominciate da una settimana

A Ferguson, nel Missouri (Stati Uniti), la sera di sabato 27 settembre (in Italia erano circa le quattro del mattino) un poliziotto è stato ferito lievemente al braccio con un colpo di arma da fuoco. Ferguson è la città dove il 9 agosto fu ucciso da un agente di polizia Michael Brown, un ragazzo nero di 18 anni: la sua uccisione, avvenuta in circostanze ancora da chiarire del tutto, aveva generato una lunga serie di proteste e critiche di una buona parte della comunità locale verso i metodi repressivi usati dalla polizia. Il capo della polizia di Ferguson, Thomas Jackson, ha detto di credere che la sparatoria di sabato 27 non sia legata alle proteste per l’omicidio di Brown.

I colpi sono stati sparati da un uomo che era stato fermato da un agente di polizia nei pressi di un centro sociale: dopo che l’agente si era rivolto a lui e a un altro uomo che lo accompagnava, i due hanno cominciato a scappare: hanno iniziato a sparare al poliziotto, che è rimasto ferito a un braccio. L’agente ha poi risposto agli spari, apparentemente senza riuscire a colpire i due uomini. Secondo una fonte contattata da NBC News, l’agente avrebbe interrotto un tentativo di rapina. Il New York Times riporta che in seguito alla sparatoria «decine di macchine della polizia di stato, della contea e della città sono arrivate nella zona: sembra infatti che il sospetto sia fuggito nei boschi circostanti. Le ricerche sono ancora in corso.

 

Dopo un periodo di relativa calma, le proteste sono riprese a Ferguson da circa una settimana: secondo Vox, le nuove proteste sono state generate dalla notizia dell’incendio di un memoriale “di fortuna” intitolato a Michael Brown – che la polizia ha attribuito alla presenza sul posto di varie candele – e da alcune recenti dichiarazioni del capo della polizia di Ferguson Thomas Jackson. Jackson, che pure si è scusato per il comportamento tenuto dai propri agenti in seguito all’omicidio di Brown, ha detto che non si sarebbe dimesso dal suo incarico, e che i poliziotti avrebbero continuato ad utilizzare tenute antisommossa, se necessario. I manifestanti si sono scontrati con la polizia, in particolare, durante le sere di martedì 23 e giovedì 25 settembre: in entrambi i casi ci sono stati diversi arresti.

nella foto: un’area nei pressi della sparatoria (AP Photo/KSDK-TV)