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  • giovedì 21 Agosto 2014

I funerali dei leader di Hamas

Le foto delle decine di migliaia di persone in strada a Rafah per celebrare i capi delle brigate Al-Qassam uccisi da un bombardamento israeliano

Decine di migliaia di persone hanno partecipato questo pomeriggio a Rafah, nella Striscia di Gaza, ai funerali dei tre leader di Hamas uccisi la scorsa notte da un bombardamento israeliano. Mohammed Abu Shamala, Mohammed Barhoum e Raed al-Attar erano tre importanti dirigenti delle brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas, considerate direttamente responsabili dei lanci di razzi dalla Striscia verso Israele: per questo, ricostruisce Haaretz, la loro uccisione potrebbe avere conseguenze importanti nelle capacità militari di Hamas ora che sono ripresi gli attacchi. Secondo i servizi segreti israeliani Shamala, uno dei tre leader uccisi, era anche tra gli organizzatori del rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, tenuto prigioniero da Hamas per cinque anni. Secondo le autorità sanitarie palestinesi altre tre persone sono rimaste uccise nello stesso attacco.

Gli attacchi tra Israele e milizie della Striscia di Gaza sono ricominciati martedì, quando il lancio di tre razzi dalla Striscia ha interrotto una tregua che era in vigore da una settimana. Subito dopo il lancio, l’aviazione israeliana ha ricominciato a colpire obiettivi nella Striscia, mentre il governo ha ritirato la sua delegazione che si trovava al Cairo, in Egitto, per discutere con le fazioni palestinesi un cessate il fuoco di durata più lunga.

I combattimenti erano cominciati lo scorso 8 luglio, quando Israele ha iniziato una serie di bombardamenti della Striscia in risposta al lancio di razzi. Dopo alcune settimane di bombardamenti, l’esercito israeliano è entrato nella Striscia con lo scopo ufficiale di distruggere i tunnel che raggiungono Israele e servono a portare avanti attacchi e incursioni. I combattimenti di terra sono durati fino ai primi giorni di agosto, quando l’esercito ha dichiarato di aver distrutto tutti i tunnel e si è ritirato sulle sue posizioni di partenza. Circa 2.000 palestinesi sono morti in un mese di combattimenti, mentre nello stesso periodo sono stati uccisi 66 israeliani, di cui due civili.