La RAI ha rimosso tutti i suoi video da YouTube

Degli oltre 40.000 video caricati online – e incorporati ovunque – non è rimasto quasi niente, con la fine dell'accordo sui diritti

Da qualche ora la quasi totalità degli oltre 40.000 video pubblicati sull’account di YouTube della RAI non sono più accessibili: alcuni risultano essere stati cancellati, altri sono stati resi “privati” ma comunque non possono essere visti. Anche i canali delle singole trasmissioni, come Gazebo o Che tempo che fa o Ballarò non esistono più; i video dei programmi che erano stati incorporati in migliaia di pagine online – come i lavori di Makkox, esatto – non sono più visibili.

La rimozione dei contenuti era attesa e annunciata, dal momento che la RAI ha deciso di non rinnovare il suo accordo con YouTube, che considerava non conveniente (la RAI otteneva da YouTube circa 700mila euro per il caricamento di 7mila video ogni anno). La decisione è stata molto discussa e anche criticata negli ultimi giorni. I video dei programmi della RAI sono ancora disponibili sul sito RAI, penalizzati però da un sistema di riproduzione, incorporamento e condivisione molto meno fluido e popolare di quello di YouTube.

Il canale della RAI resterà aperto ma ospiterà prevalentemente contenuti promozionali: brevi video, al massimo di un minuto, con pubblicità dei suoi programmi o contenuti extra che con link inseriti nelle descrizioni rimanderanno a Rai.tv. È al momento ancora online – non sappiamo per quanto – il video più visto di sempre sull’account: quello dell’audizione di suor Cristina Scuccia al talent show The Voice, visto oltre 50 milioni di volte.

La RAI, YouTube e la tv che cambia, di Massimo Mantellini

TAG: ,

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.