25 motivi per cui si usano i preferiti su Twitter

Un gruppo di ricercatori ha dimostrato che ognuno con quella stellina fa un po' quello che vuole

di Will Oremus - Slate

Finalmente la scienza ha risposto a una delle domande più scottanti del nostro tempo: che significa quando uno aggiunge un tweet ai suoi preferiti?

Un gruppo di coraggiosi ricercatori dalla Germania e dal Regno Unito ha tenuto sotto controllo il comportamento di 606 persone iscritte a Twitter per arrivare a una risposta definitiva, o meglio: a 25 risposte definitive. Proprio così, ci sono esattamente 25 distinti motivi per i quali le persone mettono i tweet nei preferiti, almeno secondo questa analisi qualitativa approfondita. Eccole tutte e 25, in ordine di popolarità tra la persone che hanno partecipato alla ricerca.

1. Perché è piaciuto un tweet per motivi soggettivi (perché era divertente, per esempio).
2. Per segnarselo per un uso futuro: per esempio per ricordarsi di leggere l’articolo cui rimanda il tweet.
3. Perché il tweet è rilevante per un determinato tema.
4. Perché riflette l’opinione di chi lo ha letto.
5. Perché si è d’accordo con la cosa che dice il tweet, ma non lo si vuole rendere troppo pubblico.
6. Perché il tweet suscita una risposta emotiva soggettiva (per esempio sentirsi speciali).
7. Perché ha contenuti multimediali rilevanti.
8. Perché il tweet piace molto, ma non per un motivo in particolare.
9. Per conservarlo come promemoria o monito.
10. Perché ha un contenuto oggettivamente emozionante.
11. Perché si è menzionati all’interno del tweet.
12. Perché è piaciuto per motivi oggettivi.
13. Per segnalare che il tweet è piaciuto, ma non al punto di meritarsi un retweet.
14. Perché si è un personaggio famoso.
15. Perché il tweet è rilevante per la propria condizione attuale.
16. Perché è il modo di chi lo fa per diventare parte di una conversazione.
17. Per coinvolgere altre persone in una conversazione.
18. Per vincere una promozione commerciale (per esempio la vincita di un coupon).
19. Per uno necessità specifica che si avrà in futuro (per esempio aggiungere un’informazione a un libro di ricette).
20. Perché si è amici o partner di chi ha pubblicato il tweet.
21. Perché si è parenti di chi ha fatto il tweet.
22. Per sbaglio.
23. Per segnalare che il tweet è piaciuto e perché viene considerato più importante l’inserimento nei preferiti rispetto al retweet.
24. Per vincere una gara a chi fa più preferiti.
25. Perché si pensa che facendolo ci si ricordi poi meglio di quel tweet.

Sei partecipanti hanno anche ammesso di usare i preferiti su Twitter senza nessuna specifica ragione, che potrebbe qualificarsi come la cosa più postmoderna di cui abbia mai sentito parlare.

Per quanto la metodologia usata dai ricercatori possa essere impeccabile, penso che si possa aggiungere una precisazione. Lo studio ha coinvolto 606 iscritti a Twitter, ma solo 395 di questi sapevano dell’esistenza del tasto per mettere i tweet tra i preferiti. E tra costoro, solo 290 lo avevano usato in precedenza almeno una volta. Di conseguenza, alcuni dei motivi raccolti nella lista sono stati citati da un numero ristretto di partecipanti alla ricerca. Appare probabile che con un campione allargato si possano ottenere più motivi.

Altri giornalisti hanno provato in passato a creare dei loro elenchi senza l’aiuto di una ricerca, e in questo modo hanno identificato motivi che nessuno dei partecipanti allo studio ha citato. Jessica Roy della rivista Time, per esempio, ha scoperto e descritto il preferito per flirtare, il preferito d’odio, quello passivo-aggressivo e quello diplomatico. Rebecca Greenfield di The Wire ha descritto il “preferito d’odio funzionale”, quello in cui uno mette nei preferiti un tweet per prendersene gioco in futuro. (Tuttavia, qualcuno potrebbe fare rientrare questo tipo di preferito nel punto 19 della lista.) E Megan Garber dell’Atlantic ha parlato del preferito di commiato, usato quando qualcuno vuole abbandonare una conversazione senza scomparire punto e basta.

©Slate

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.