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  • giovedì 5 Giugno 2014

Le finali NBA, spiegate

Le giocheranno San Antonio Spurs e Miami Heat, che si sono già affrontate l'anno scorso: secondo alcuni, ne uscirà la “migliore squadra dell’era post-Michael Jordan”

Giovedì 5 giugno alle 21 (ora del Texas, in Italia saranno le 3 di notte) inizieranno le finali della NBA – National Basketball Association, la lega professionistica di basket del Canada e Stati Uniti – tra i San Antonio Spurs e i Miami Heat. Le due squadre avevano già giocato contro nelle finali del 2013, in una delle serie più spettacolari dei playoff NBA degli ultimi anni: aveva vinto Miami, la squadra favorita, che aveva terminato la serie per 4-3 (la gara più spettacolare e imprevedibile era stata gara-6, che avevamo raccontato qui). Secondo il blog Grantland di ESPN la partita di questa sera stabilirà chi è la “migliore squadra NBA nell’era post-Michael Jordan”, giocatore che con i Chicago Bulls vinse 6 titoli NBA in otto stagioni, tra il 1991 e il 1998. La finale Miami-San Antonio è anche la prima di sempre per un cestista italiano: Marco Belinelli, guardia di 28 anni arrivato in NBA sette anni fa, si giocherà la vittoria dei playoff con i San Antonio Spurs.

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Come sono arrivate in finale
I Miami Heat hanno vinto la Eastern Conference, il girone delle squadre che si trovano negli Stati Uniti orientali, senza troppe difficoltà. Gli Heat hanno faticato solo nell’ultima serie contro gli Indiana Pacers, squadra che già lo scorso anno alle finali di Conference aveva messo parecchio in difficoltà l’attacco di Miami. Nonostante la relativa supremazia nei playoff, gli Heat finora si sono mostrati meno solidi rispetto allo scorso anno: in stagione regolare non hanno avuto lo stesso rapporto positivo di vittorie-sconfitte, e il suo giocatore più forte, LeBron James, è sembrato meno costante.

I San Antonio Spurs, al contrario, sono sembrati in condizioni migliori rispetto all’anno scorso: i giocatori più importanti sono rimasti tutti, la rosa in generale è stata rinforzata (per esempio è arrivato l’italiano Marco Belinelli), e altri giocatori che erano già negli Spurs nella stagione 2012-2013 stanno giocando su livelli molti più alti rispetto agli anni passati – tra questi Kawhi Leonard e Boris Diaw. Nelle finali dello scorso anno, soprattutto, l’argentino Manu Ginobili era lontanissimo dallo stato di forma che sta dimostrando in questi playoff: Ginobili – uno dei tre giocatori più forti degli Spurs, insieme al playmaker Tony Parker e al centro Tim Duncan – sta dimostrando di essere un giocatore fondamentale sia in attacco che in difesa, come ha riconosciuto anche il suo allenatore Gregg Popovich. Gli Spurs hanno battuto nelle finali della Western Conference gli Oklahoma City Thunder, una delle squadre più forti di tutta la NBA.

 

Due cose sulla tattica
1. I Miami Heat potrebbero riutilizzare lo schema tattico dello scorso anno, sfruttando molto il gioco veloce e aggressivo prodotto da un “quintetto basso”, cioè un sistema che non impiega molto giocatori “di peso” che tendono a rallentare l’azione e giocare spalle a canestro. Durante le finali dello scorso anno la difesa degli Spurs tendeva molto a chiudersi per proteggere il canestro dall’aggressività di LeBron James, lasciando inevitabilmente spazio per i tiri da lontano, spesso da tre, dei compagni di squadra. L’altra alternativa, come ha spiegato Grantland con alcune GIF animate, è stata di ricorrere spesso a un pick-and-roll (“blocca e taglia”, uno dei movimenti fondamentali nel gioco della pallacanestro) con la partecipazione di Chris Bosh.

2. Gli Spurs, scrive l’esperto di NBA Zach Lowe, potrebbero ripetere uno schema già usato nelle semifinali contro gli Oklahoma City Thunder, cioè posizionare un secondo tiratore sulla linea da tre, in modo che il possessore di palla abbia una linea di passaggio in più. San Antonio se lo può permettere: ha degli ottimi passatori di palla e diversi giocatori che possono tenere delle buone percentuali da tre punti, tra cui Marco Belinelli e Danny Green. In questa azione di una partita della serie Spurs-Thunder, Ginobili fa un passaggio orizzontale che permette a Danny Green di prendere un tiro veloce, e fare canestro (qui avevamo spiegato con le Gif animate il gioco degli Spurs).

Perché si dice la migliore squadra nell’era post-Jordan?
Per Miami è la quarta finale consecutiva dei playoff, un record che nessun’altra squadra ha raggiunto dagli anni Ottanta: nelle precedenti tre ha perso solo una volta, nel 2011, cioè nel primo anno di LeBron James agli Heat. Se dovessero vincere anche quest’anno, gli Heat farebbero quindi il cosiddetto “three-peat”, cioè vincerebbero il terzo titolo consecutivo (gli ultimi a riuscirci furono i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O’Neill, a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila) e il quarto nell’era post-Jordan. Nell’era post-Jordan i San Antonio Spurs hanno invece già vinto quattro titoli, con una squadra che negli ultimi anni viene data “per finita” al termine di ogni stagione, ma che poi a quella successiva arriva sempre alla fine dei playoff.

Foto: Ray Allen degli Heat segna il canestro da tre decisivo in gara 6 durante le finali del 2013. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)