Gallinella (M5S) sulla faccenda “grano saraceno”: «Speriamo che non se n’è accorto nessuno…»

Il primo firmatario della proposta di legge diventata famosa per il "grano saraceno" dice che è stata una questione di copiaincolla

Filippo Gallinella, deputato del Movimento 5 Stelle, ha raccontato oggi su Repubblica la storia dell’inciampo sul “grano saraceno” che da un paio di giorni circola molto sui social network.

Ripasso per chi l’ha persa: i deputati del M5S che fanno parte della Commissione agricoltura hanno presentato l’estate scorsa una proposta di legge per l’inasprimento delle pene “in materia di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari”. Nella proposta si legge che in realtà gli italiani ignorano l’effettiva provenienza dei cibi che mangiano: per chiarire come buona parte dei prodotti provengano in realtà dall’estero, il M5S fa questo esempio: «La pasta venduta in Italia è prodotta per un terzo con grano saraceno», intendendo – sbagliando evidentemente – una provenienza “saracena”.

Gallinella ha spiegato che l’errore era già contenuto in una relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale (altri hanno suggerito che venisse da un documento di Coldiretti), e in pratica è stata copiaincollata nella proposta del M5S. Gallinella ha detto di avere “fatto un collage” e ha ammesso di avere fatto una brutta figura, ma ha aggiunto: «Si, ma ho provocato battute simpaticissime… Granturco, zuppa inglese… ah ah ah.». Gallinella, spiegando di avere ricevuto tre mesi fa una segnalazione dell’errore e di avere provveduto a chiederne la correzione, ha raccontato di avere pensato:

«”Come? Dove?”. Poi penso: “Madonna, ho scritto grano saraceno. Speriamo che non se n’è accorto nessuno…»

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