• Mondo
  • venerdì 2 maggio 2014

Il Chicago Spire forse si farà

Per ora è solo un enorme buco per terra, ma è stato progettato dieci anni fa da Calatrava, ha una forma originale e sarebbe il grattacielo più alto degli Stati Uniti

di Brian Louis – Bloomberg

Garrett Kelleher, il costruttore irlandese che sta cercando di ridare a Chicago lo status di “città con il grattacielo più alto degli Stati Uniti”, potrebbe avere un’ultima occasione per coronare il suo sogno.

Del grande grattacielo che sarebbe dovuto sorgere sulle rive del lago Michigan, sei anni dopo che la crisi economica fermò i piani di Kelleher, oggi c’è solo un enorme buco nel terreno. Per salvare il progetto, Kelleher deve prima trovare i soldi per rimediare alla bancarotta della sua società e poi trovare nuovi finanziamenti per completare il Chicago Spire, che secondo il progetto di Santiago Calatrava sarà alto 610 metri, 68 in più del One World Trade Center di New York.

«Francamente non ho mai capito come questo progetto avrebbe potuto funzionare. Ora è davvero un pugno in un occhio quel buco che hanno lasciato, spero che se ne faccia qualcosa presto», ha detto Alan Lev, CEO di un’altra società di costruzioni di Chicago, senza interessi nel progetto del nuovo grattacielo.

Il cantiere dello Spire, sulla foce del fiume Chicago, è un promemoria dei perduranti effetti della bolla immobiliare: sta tenendo vuoto uno dei migliori appezzamenti di terreno della terza città più popolosa degli Stati Uniti nonostante nel resto della città si sia ricominciato a costruire parecchio, negli ultimi anni.

(la foto si ingrandisce con un clic)Spending On Construction Hits 8 Year Low

Kelleher aveva preso in mano il progetto dello Spire nel luglio del 2006, dopo che un altro costruttore di Chicago, Fordham Co., non era riuscito a trovare i finanziamenti per far partire il cantiere di quello che allora avrebbe dovuto essere chiamato Fordham Spire. Con la crisi economica, tuttavia, anche per Kelleher non era stato facile trovare finanziatori. Gli scavi per lo Spire erano iniziati nel 2007, ma il cantiere era stato chiuso poco dopo e mai riaperto. Lo scorso novembre, visti i molti debiti contratti, la società di Kelleher – la Shelbourne North Water Street LP – è entrata in amministrazione controllata per evitare il fallimento.

Oggi la situazione economica è cambiata e il mese scorso Kelleher ha trovato un accordo con un altro costruttore di Chicago, Atlas Apartment Holding LLC, che dovrebbe permettere di pagare i debiti della Shelbourne verso la società newyorkese Related Cos, che altrimenti otterrà la proprietà del terreno su cui dovrebbe essere costruito lo Spire.

Atlas e Kelleher, ora, hanno due possibilità per ripagare il debito verso la Related entro la scadenza del 31 ottobre prossimo: possono pagare tutti i 109 milioni di dollari (79 milioni di euro) in una sola volta, oppure possono dare un anticipo di 22 milioni (16 milioni di euro) e ottenere una proroga di altri cinque mesi per versare il saldo finale. In questo secondo caso avrebbero fino al marzo del 2015 per trovare ancora 92 milioni di dollari (66 milioni di euro). Anche se dovessero trovare i soldi per pagare il debito, comunque, Kelleher e Atlas dovrebbero ancora trovare i finanziamenti per costruire il grattacielo di 150 piani che hanno in mente.

Fordham Spire Would Be Nation's Tallest BuildingGli appartamenti nel Chicago Spire – se e quando sarà completato – avranno prezzi più alti della media cittadina. Il costo medio di una casa, a Chicago, è di circa 234.000 dollari (170.000 euro); nello Spire, invece, i prezzi partiranno da 750.000 dollari (520.000 euro) per un appartamento di 50 metri quadrati e potranno raggiungere diverse decine di milioni di dollari per gli appartamenti più grandi. Il più ampio dovrebbe misurare 10.236 metri quadrati. Nel 2008, quando le cose sembravano andare ancora bene, Kelleher aveva venduto circa il 30 per cento dei 1.194 appartamenti dello Spire, tra cui l’enorme attico, che era stato comprato per 40 milioni di dollari (circa 30 milioni di euro) dal miliardario Ty Warner. Dall’attico, che secondo il progetto dovrebbe occupare i piani 141 e 142, sarebbe stato possibile osservare la curvatura terrestre. Il progetto dello Spire, tra le altre cose, prevede anche la costruzione di una piscina, un mezzo campo da baseball, un cinema da 40 posti e un salotto per fumare i sigari.

Chicago negli Stati Uniti è stata per molti anni la capitale dei grattacieli. Lo Home Insurance Building, costruito tra il 1884 e il 1885, è stato il primo grattacielo al mondo secondo il libro dei Guinness: aveva 10 piani ed è stato demolito nel 1931. La Sears Tower, ora nota come Willis Tower, è stata la costruzione più alta degli Stati Uniti dal 1973 fino allo scorso novembre, quando è stata superata dal nuovo World Trade Center.

Per questo motivo, come ha spiegato Antony Wood, direttore del Council on Tall Building and Urban Habitat, nonostante i prezzi piuttosto alti degli appartamenti, vendere le diverse proprietà dello Spire non dovrebbe essere difficile: «il grattacielo è nato in questa città e le persone provano ancora molto orgoglio per le costruzioni che abbiamo e per l’idea di essere una città all’avanguardia nella costruzione di nuovi grattacieli». Secondo Alan Lev, che ha sottolineato le difficoltà tecniche che dovranno essere affrontate per costruire un grattacielo a spirale come quello progettato da Calatrava, potrebbe essere proprio l’iconicità del nuovo progetto a salvarlo: «Sarebbe il primo edificio di questo tipo, un edificio residenziale iconico, in un posto meraviglioso: riceverà l’attenzione di tutto il mondo. Possiamo essere ragionevolmente sicuri che ci saranno molte persone interessate a comprare proprietà nello Spire anche solo come investimento».

© Bloomberg 2014

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.