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  • domenica 20 aprile 2014

Il candidato che spara ai droni

Nel suo spot elettorale per le elezioni statunitensi di metà mandato, Matthew Rosendale spiega a modo suo perché è contrario all'utilizzo degli aerei che volano da soli negli Stati Uniti

Matthew Rosendale è un politico del Partito Repubblicano, fa parte del Parlamento del Montana e ha come ambizione quella di farsi eleggere al Congresso degli Stati Uniti alle elezioni di metà mandato, che si terranno il prossimo 4 novembre. Per farsi conoscere dagli elettori, Rosendale ha realizzato uno spot televisivo nel quale spiega di essere nettamente contrario all’utilizzo dei droni – gli aerei automatici senza pilota – sul suolo statunitense a scopi commerciali o di polizia.

Nel breve video, Rosendale viene sorvolato da un piccolo drone e dice “così è come appaio visto da un drone del governo”, aggiungendo poco dopo “e questo è ciò che ne penso”. il candidato punta il suo fucile contro il dispositivo e lo abbatte con un colpo.

Il tema dell’utilizzo dei droni per diversi scopi negli Stati Uniti è dibattuto da tempo. La Federal Aviation Administration, l’agenzia governativa che regola e sovrintende l’aviazione civile, per ora ha dimostrato di non avere molto le idee chiare su come affrontare il problema e deve ancora valutare i rischi che questi dispositivi potrebbero creare agli aerei, soprattutto a quelli che volano a bassa quota.

Diversi stati hanno comunque avviato iniziative di legge per regolamentare l’utilizzo dei droni nei loro cieli. Nove amministrazioni statali hanno già emesso dei regolamenti, rendendo di fatto utilizzabili gli aeroplani automatici per diversi scopi, spesso legati alla sicurezza e alla gestione di particolari emergenze. In molti casi democratici e repubblicani concordano sul loro utilizzo, ma ci sono comunque diversi detrattori tra i conservatori e i liberali più convinti, secondo i quali la massiccia presenza di droni potrebbe limitare sensibilmente la privacy e le libertà individuali.

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