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  • mercoledì 26 Marzo 2014

Il governo finlandese fatica, in mezzo alla crisi

Il partito più di sinistra è uscito dalla coalizione criticando i tagli alla spesa pubblica, e la maggioranza ora è molto ridotta

di Kasper Viita - Bloomberg News

La maggioranza di governo finlandese ha perso uno dei suoi componenti con l’uscita dell’Alleanza di Sinistra per protesta dopo che gli altri cinque partiti della coalizione avevano concordato nuove misure di austerità per 2,3 miliardi di euro da qui al 2018 per contenere la crescita del debito. Il piano sarà troppo duro sui cittadini con i salari più bassi e impossibile da accettare per un partito impegnato nel ridurre le diseguaglianze, ha spiegato il leader del partito Paavo Arhinamaeki martedì. La sua uscita lascia il governo con una maggioranza di 112 parlamentari su 200, da 124 che erano.

«In questa situazione economica, avremmo potuto alzare le tasse per chi ha redditi alti. Ora che invece ci sono più tagli alla spesa che aumenti di tasse, la cosa responsabile da fare per noi di sinistra è dire che non va bene».

L’economia finlandese si è contratta in tre degli ultimi cinque anni, dopo che i suoi fattori di crescita – la produzione di carta e la tecnologia – sono stati indeboliti dalla concorrenza e dalla riduzione della domanda, facendo crescere la disoccupazione e affaticando le finanze dello stato. L’istituto di ricerca ETLA ha previsto mercoledì che quest’anno l’economia crescerà dello 0,7%, riducendo una precedente stima dell’1,6%. La Finlandia è particolarmente vulnerabile alla crisi russa e alle sanzioni economiche contro la Russia.

“La situazione economica finlandese è così difficile che qualcuno deve aggiustarla”, ha detto il primo ministro Jyrki Katainen: “è un pessimo momento per badare ai propri interessi politici. Nessuno di noi può permettersi di dedicarsi solo alle sue promesse elettorali”.

Il governo aggiungerà circa 700 milioni di euro di tasse e 800 milioni di tagli alla spesa pubblica l’anno prossimo. Ha anche proposto incentivi per 600 milioni all’innovazione e alla creazione di posti di lavoro attraverso progetti di infrastrutture entro la fine del 2015. E vuole raccogliere 1,9 miliardi di euro vendendo proprietà dello stato.

Il composito governo di Katainen insiste sul “pragmatismo” dalla sua costituzione nel giugno 2011. È sopravvissuto a 15 voti di fiducia in meno di tre anni, attaccato dalle opposizioni che cercano di sfruttare le divisioni tra i partiti della maggioranza.

La Lega dei verdi, un altro membro della maggioranza di cui fanno parte 10 parlamentari, aveva desistito dalla minaccia di abbandonare il governo sulla decisione di espandere lo sfruttamento dell’energia nucleare. Ma la questione è ancora aperta e se i verdi lasciassero la maggioranza resterebbe con 101 voti su 200 (il presidente della Camera non vota).

L’Alleanza di Sinistra aveva approvato la permanenza nel governo lo scorso novembre al momento della discussione su misure di austerità per 9 miliardi di euro. Il partito, fondato nel 1990 sui resti del Partito Comunista e della Lega Democratica Popolare, si trova alla sinistra del Partito Socialdemocratico del Ministro delle Finanze Jutta Urpilainen. Il governo non ha ancora deciso come sostituire i due ministeri che resteranno liberi.
Il bilancio finlandese sarà approvato ad agosto e le prossime elezioni parlamentari si terranno ad aprile 2015.

© Bloomberg News

(foto: il primo ministro finlandese Jyrki Katainen a Bruxelles lo scorso 21 marzo, GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)