Alan Arkin, splendido ottantenne

Ha vinto un Oscar pochi anni fa, è stato tra i protagonisti di Argo, ma il direttore del Post fa quello che "a me piaceva da prima"

di Luca Sofri

Quando ero ragazzo io, Alan Arkin non se lo filava nessuno, qui: ma anche al paese suo non è che fosse questo divo. Proprio per questo, sembrava molto originale amare Alan Arkin, e non posso escludere che questo fattore di presunto anticonformismo c’entrasse: però, non è che lui non ci avesse messo del suo. Aveva fatto due film divertentissimi, tra gli altri, che io rividi un sacco di volte come si faceva una volta da ragazzi – si fa ancora, di rivedere i film già visti? allora non ti mandavano via dal cinema a fine proiezione, e si poteva persino restare e rivederlo, dritto – e di cui andai citando per molti anni diverse battute («zigzaga! zigzaga!»): uno era la fantastica invenzione comica di un sommergibile russo che per sbaglio si incagliava davanti a una cittadina del New England, in tempi di Guerra Fredda (l’avrebbe ripresa Steven Spielberg per 1941, giapponesi in quel caso), e si chiamava Arrivano i russi, arrivano i russi (Arkin fu nominato all’Oscar, una delle quattro nomination del film).

L’altro fu maldestramente rititolato in Italia Una strana coppia di suoceri, e Arkin era un candido ed equilibrato dentista trascinato in avventure folli dal suo spericolato consuocero Peter Falk.

Ha sempre avuto questa faccia fantastica solo con lo sguardo, Alan Arkin: insieme normale, affascinante e comica, o forse ognuna delle tre cose alla volta, di volta in volta. Con gli anni, dopo è diventato sempre più famoso e la sua carriera invece di spegnersi è cresciuta: avrà fatto quasi cento film, ormai. Così negli ultimi anni ha vinto un Oscar per Little Miss Sunshine ed è stato nominato per Argo. E così ridendo e scherzando, ha compiuto 80 anni il 26 marzo 2014. Alan Arkin.