• Mondo
  • domenica 16 Marzo 2014

Le elezioni in Serbia

Sono elezioni anticipate e il favorito è Aleksandar Vučić, candidato del centrodestra ed ex ultranazionalista

Domenica 16 marzo si vota in Serbia per rinnovare il parlamento in elezioni anticipate. Il partito favorito è il Partito Progressista Serbo (SNS) guidato da Aleksandar Vučić, una formazione di centrodestra. Secondo i sondaggi, Vučić potrebbe ottenere da solo i 126 seggi necessari ad avere una maggioranza in parlamento. La Serbia è stata governata da coalizione di partiti fin dal 2000, quando cadde il governo di Slobodan Milošević.

Il principale avversario del SNS è il Partito Democratico (DS), una formazione di centrosinistra che alle ultime elezioni, nel maggio del 2012, ha ottenuto il 22 per cento dei voti. Il DS ha governato tramite governi di coalizione con forze minori dalla caduta di Milošević al 2012. Alle ultime elezioni il SNS ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti e si è alleato con il Partito Socialista Serbo (SPS) per formare un governo. A gennaio Vučić ha spinto il suo partito a far cadere il governo e a proclamare elezioni anticipate, sostenendo che il SNS ha bisogno di una maggioranza autonoma per fare le riforme economiche che servono al paese.

Vučić è un ex nazionalista di estrema destra che negli ultimi anni ha moderato le sue posizioni e si è avvicinato all’Unione Europea. Secondo molti analisti, buona parte dei successi elettorali del SNS sono dovuti al suo carisma personale. Vučić ha impostato la sua politica sulla lotta alla corruzione e sulle riforme economiche per avvicinare il paese all’Europa: tra le altre, una riforma del settore pubblico, delle pensioni e della legislazione sul lavoro.

La Serbia, che ha circa 7,3 milioni di abitanti, deve affrontare una serie di tagli al deficit e al debito pubblico per potersi assicurare un secondo prestito dal Fondo Monetario Internazionale, che dovrebbe arrivare poco dopo la formazione del prossimo governo. Vučić ha dichiarato che vuole ottenere una maggioranza che permetta al suo partito di governare da solo, ma secondo molti commentatori è probabile che cercherà di portare al governo anche altri partiti, in modo da poter dividere le responsabilità delle dure misure economiche che dovrà portare avanti.