Strilloni

Le foto di un secolo fa di Lewis Hine, che documentarono le condizioni di lavoro dei bambini che vendevano i giornali negli Stati Uniti

Una delle figure più riconoscibili legate ai primi anni della storia dei giornali sono i cosiddetti “strilloni”: i ragazzi che vendevano il giornale per strada nelle città americane, urlandone le principali notizie e cose come «Extra! Extra!»: nelle traduzioni cinematografiche italiane «edizione straordinaria» (in alcune città italiane i loro eredi – più quieti e adulti – si incontrano tuttora agli incroci con le edizioni appena stampate). Dalla metà dell’Ottocento ai primi anni del Novecento furono negli Stati Uniti i principali distributori di giornali: non erano assunti direttamente dal giornale, ma ne compravano all’ingrosso grandi quantità, vendendole a un prezzo leggermente superiore. Di solito non potevano restituire le copie invendute, e di conseguenza la loro giornata lavorativa si concludeva solo quando avevano terminato le copie acquistate.

Il Museo della città di New York possiede una foto del 1890 che mostra un ragazzo mentre distribuisce dei giornali: la didascalia raccontava la storia di Barney Flaherty, che aveva dieci anni ed «era diventato il primo strillone, dopo aver risposto ad un annuncio sul New York Sun». Flaherty è tuttora considerato uno dei primi strilloni ed è festeggiato ogni anno nel “giorno dello strillone”, celebrato dalla Newspaper Association of America il 4 settembre di ogni anno – cioè il giorno del 1833 nel quale si ritiene fu assunto Flaherty.

Negli anni centinaia di bambini cominciarono a fare lo stesso lavoro in varie città americane, ma – al contrario di Flaherty – senza essere assunti dai giornali: spesso provenivano da famiglie molto povere, oppure vivevano per conto proprio, in strada. Un articolo del New York Daily Times del 12 marzo 1853 raccontava che in città «si comportano come una classe sociale a sé. Mangiano, dormono, lavorano e si divertono in una maniera perfettamente indipendente dal mondo, finché il mondo continua a comprare i loro giornali». Il loro lavoro aveva turni pesantissimi per dei bambini e guadagni molto ridotti. Tra il 1884 e il 1899 gli strilloni di New York scioperarono diverse volte, la più famosa delle quali nell’estate del 1899: si rifiutarono di lavorare per due settimane poiché gli editori di due grandi giornali, il New York Morning Journal e il New York World – pubblicato da William Randolph Hearst, a cui è ispirato il film Quarto Potere – avevano alzato il prezzo della vendita all’ingrosso di un pacco da cento quotidiani, da 50 a 60 centesimi (uno strillone guadagnava in media 30 centesimi al giorno). I ragazzi non riuscirono a far abbassare il prezzo dei pacchi, ma ottennero dai due giornali il diritto a farsi rimborsare le copie invendute.

Nel 1908 la Commissione Nazionale per il Lavoro Minorile – sostenuta dal Congresso degli Stati Uniti – avviò una grande indagine e commissionò un’inchiesta fotografica al fotografo Lewis Hine (che sarebbe diventato famoso come uno dei più importanti documentatori della storia del lavoro negli Stati Uniti): le sue immagini, custodite dagli US National Archives, mostrano bambini nel lavoro in miniera, nelle fabbriche tessili, nella vendita dei giornali in strada. Erano anni in cui le condizioni di lavoro soprattutto di donne e bambini furono oggetto di grandi discussioni politiche, scioperi e proteste, e inchieste giornalistiche.

In seguito alla crisi del 1929, gli editori americani cercarono di migliorare il sistema di distribuzione dei giornali, e cominciarono ad assumere ragazzi che li consegnassero casa per casa, alla mattina presto, prima di andare a scuola; molti adolescenti americani della classe media trovarono lavoro in questo modo, e gli strilloni scomparvero gradualmente. Ancora fino al 1990, negli Stati Uniti il 90 per cento dei giornali era consegnato porta a porta da ragazzi: la percentuale è scesa al 13,2 per cento nel 2008, in seguito ai contratti fra alcune società di spedizione e le case editrici. Ancora nel 2007 però, nel Regno Unito, circa il 35 per cento dei lavoratori dai 7 ai 16 anni era costituito da addetti alla consegna dei giornali.

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