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  • domenica 15 Dicembre 2013

Il punto sulle proteste dei “forconi”

Anche sabato ci sono state manifestazioni in diverse città: a Roma, il vicepresidente di CasaPound è stato arrestato durante una protesta parallela

Sabato 14 dicembre, per il sesto giorno consecutivo, ci sono state manifestazioni organizzate dal cosiddetto “movimento dei forconi” in diverse città italiane, anche se in misura minore rispetto ai gravi disordini causati nei giorni scorsi, in cui c’erano stati diversi episodi di violenza, come a Torino. I manifestanti hanno organizzato blocchi alla circolazione stradale e ferroviaria, e proteste contro il governo, le amministrazioni locali, le tasse ed Equitalia.

Sabato la tangenziale sud di Vicenza è rimasta chiusa al traffico per molto tempo, per la presenza dei manifestanti; altri ancora si trovavano a Padova, a Portogruaro, Marghera e Monselice. Nei giorni scorsi i problemi maggiori alla circolazione ferroviaria sono stati sulla Genova-Ventimiglia, rimasta chiusa per lunghi tratti, e il Sole 24 Ore riporta che per quei blocchi una quarantina di persone risulta indagata con l’accusa di manifestazione non autorizzata, istigazione a disobbedire alla legge, istigazione a delinquere e interruzione di pubblico servizio.

A Roma, dopo gli scontri di giovedì 12 tra polizia e studenti all’Università La Sapienza, dal presidio dei “forconi” in piazzale dei Partigiani è stata annunciata e confermata una manifestazione nazionale in programma mercoledì 18 alle 15 a piazza del Popolo. Danilo Calvani, uno dei leader del movimento, ha spiegato di voler “evitare disordini nel rispetto delle forze dell’ordine e della città di Roma”.

Sempre ieri, a Roma, Simone Di Stefano – vicepresidente di CasaPound Italia, la formazione politica di destra radicale fondata a Roma nel 2003 – è stato arrestato con l’accusa di furto pluriaggravato. Poco dopo le 12, un gruppo formato da alcune decine di manifestanti – con il volto coperto da maschere raffiguranti la bandiera italiana – aveva raggiunto la sede della rappresentanza in Italia dell’Unione Europea, in via IV Novembre. Come riportato dal Messaggero, Di Stefano era tra questi: dopo aver raggiunto tramite una scala il balcone del palazzo dove è esposta la bandiera dell’UE, ha preso la bandiera e l’ha lanciata ai manifestanti di sotto, e ha tentato di sostituirla con una bandiera italiana. Intanto la polizia ha caricato e disperso il gruppo di manifestanti, e poi ha recuperato e restituito la bandiera dell’UE agli uffici della Commissione europea.

Di Stefano è stato arrestato nel tardo pomeriggio, dopo gli accertamenti sull’identità del manifestante che si era arrampicato sul balcone del palazzo. La polizia, racconta ancora il Messaggero, ha anche fermato altri manifestanti e sequestrato la scala utilizzata da Di Stefano per raggiungere il balcone. Dal presidio di Piazza dei Partigiani, uno dei coordinatori romani della protesta dei “forconi” ha manifestato solidarietà verso l’azione di protesta di CasaPound che ha portato all’arresto di Di Stefano.