• Cultura
  • giovedì 12 Dicembre 2013

Le 300 isole deserte del Mediterraneo

Catalogate e fotografate dal progetto di ricerca Desertmed, in mostra a Genova al museo di arte contemporanea di Villa Croce

Desertmed è un progetto di ricerca di un gruppo di artisti che vuole raccontare attraverso fotografia, suono, testi, mappe e disegni le 300 isole deserte del Mediterraneo, con l’idea di raccogliere materiali e informazioni su posti che per ragioni naturali, storiche, geografiche, sociali e commerciali vivono uno status particolare, che non permette lo sviluppo spontaneo di un tessuto sociale. Per spiegare cosa intendono per “isole deserte”, quelli di Desertmed citano Gilles Deleuze in L’isola deserta e altri scritti:

L’isola e a maggior ragione l’isola deserta sono nozioni estremamente povere e deboli da un punto di vista geografico; esse possiedono un debole statuto scientifico. Ma questo va a loro onore. Non c’è alcuna unità oggettiva nell’insieme delle isole. Ancora meno nelle isole deserte. Magari l’isola deserta può avere un suolo estremamente povero. Deserta, essa può essere un deserto, ma questo non è affatto necessario. Se il vero deserto è inabitato, esso lo è in quanto non presenta le condizioni di diritto che renderebbero la vita possibile, vita vegetale, animale o umana. Al contrario, che l’isola deserta resti spopolata, resta un puro fatto che si collega alle circostanze, vale a dire a ciò che la circonda. L’isola è ciò che il mare circonda, ciò che è deserto è l’oceano tutto intorno. Ed è in virtù delle circostanze che le navi passano da lontano e non si fermano mai.

(tratto da: Gilles Deleuze, L’isola deserta e altri scritti. Testi e interviste 1953-1974, Torino 2007)

Ci sono motivi diversi per cui queste isole, nonostante la loro centralità geografica, restano abbandonate: Desertmed ha individuato sei tipi diversi di ragioni e in base a queste le ha catalogate, così da raccontare in dettaglio il concetto spesso stereotipato di isola deserta. Le Isole naturali sono quelle rimaste “selvagge” per via della mancanza di pozzi di acqua potabile e di approdi; le Isole parco naturale sono forzatamente mantenute deserte, così da essere destinate alla conservazione biologica; le isole private sono quelle il cui accesso è regolato dalle norme sulla proprietà privata; le isole prigione sono quelle destinate a uso detentivo; le Isole militari, ad accesso limitato, sono avamposti geograficamente strategici e luoghi per le esercitazioni; le isole industriali sono quelle con una presenza umana legata esclusivamente ad attività estrattive.

Desertmed è composto da diversi autori – Armin Linke, Amedeo Martegani, Giovanna Silva, Giulia Di Lenarda, Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi – e da una rete di collaboratori. Il progetto è già stato esposto in varie città del Mediterraneo e giovedì sarà inaugurata al Museo di arte contemporanea di Villa Croce a Genova una nuova tappa della mostra.