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  • mercoledì 4 Dicembre 2013

Kim Jong-un ha allontanato il suo potente zio

Il dittatore della Corea del Nord ha tolto ogni potere a Chang Sung-taek, che lo aveva aiutato a gestire il regime dopo la morte di Kim Jong-il: perché e cosa vuol dire

Kim Jong-un, il dittatore della Corea del Nord succeduto due anni fa al padre Kim Jong-il, ha tolto ogni potere al potente zio Chang Sung-taek, ritenuto il suo principale mentore nei primi anni della dittatura. La notizia non è stata diffusa ufficialmente dal regime nordcoreano – che comunica pochissimo all’esterno riguardo la sua politica – ma è stata data dai servizi segreti della Corea del Sud, che tengono sotto controllo il loro principale nemico nella zona. Se confermata, sarebbe la più importante mossa politica realizzata negli ultimi tempi da Kim Jong-un, che ha circa 30 anni e che finora era stato considerato poco adatto al comando e condizionato dallo zio, che aveva istituito una sorta di reggenza in attesa della crescita politica e personale del nuovo dittatore.

Secondo l’intelligence statunitense e sudcoreana, negli ultimi mesi Kim Jong-un si è dato da fare per cambiare i vertici militari del paese, promuovendo e tenendosi stretti i generali e i collaboratori più fidati. Ha verificato l’affidabilità e la fedeltà delle persone a lui più vicine, decidendo promozioni e allontanamenti come nel caso dello zio Chang.

Secondo due parlamentari sudcoreani, aggiornati dai servizi segreti sugli ultimi sviluppi nella Corea del Nord, Chang avrebbe perso potere in seguito a uno scandalo legato alla corruzione che avrebbe interessato due suoi collaboratori all’interno del Partito dei Lavoratori di Corea, il partito dominante nel paese e strettamente legato con il regime. Le due persone coinvolte sono state condannate a morte e successivamente uccise, a novembre, con l’accusa di aver condotto attività contro il partito. Secondo diversi osservatori le esecuzioni sarebbero state condotte non tanto per l’accusa di corruzione, quanto perché i due collaboratori di Chang erano riusciti a crearsi una loro “bolla” di potere. La vicinanza dei condannati a Chang ha probabilmente comportato il rapido declino di quest’ultimo e il suo conseguente allontanamento dal regime.

Chang Sung-taek ha 67 anni e ha avuto un grande potere negli anni passati, anche durante la dittatura di Kim Jong-il, grazie al suo ruolo di primo piano all’interno del partito. È diventato parente dei Kim in seguito al matrimonio con Kim Kyong-hee, sorella di Kim Jong-il e zia di Kim Jong-un. La coppia ha avuto buona parte della responsabilità nella gestione della transizione al potere, occupandosi più intensamente della formazione di Kim Jong-un a partire dal 2008, anno in cui Kim Jong-il ebbe alcuni seri problemi di salute che fecero ipotizzare l’imminente cambio ai vertici del regime.

Dopo la morte di Kim Jong-il alla fine del 2011, la coppia ha aiutato molto Kim Jong-un a mantenere il potere e a consolidare la propria leadership. Nei primi mesi della nuova dittatura si stima fu rimpiazzata quasi la metà dei dirigenti del partito, dei ministri e dei comandanti dell’esercito. Lo zio Chang fu descritto come il mentore del giovane dittatore e il principale responsabile per il mantenimento dei rapporti con l’estero della Corea del Nord, soprattutto con la Cina, storico alleato del paese.

In due anni Chang era evidentemente riuscito a ottenere grandi poteri e a diventare molto influente all’interno del Partito, cosa che ha indotto Kim Jong-un a fermarlo prima che potesse diventare pericoloso per il mantenimento della dittatura. Qualcosa di analogo avvenne decenni fa, quando Kim Jong-il organizzò alcune manovre per togliere potere al proprio zio, che lo aveva aiutato nei primi tempi al comando del regime dopo la morte del padre Kim Il-sung.