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  • giovedì 28 novembre 2013

Tutto su Football Manager

La storia del "gioco manageriale di calcio definitivo" e delle volte in cui il suo enorme database è entrato in contatto col calcio reale, raccontata sull'ultimo numero di Studio

Football Manager è un gioco manageriale di calcio che ha avuto un grandissimo successo a partire dalla sua prima edizione del 1993 – allora si chiamava Championship Manager – e soprattutto negli ultimi dieci anni: è considerato gioco manageriale di calcio definitivo. Nel gioco si impersona il manager di una squadra di calcio: che vuol dire fare l’allenatore ma anche, come nel calcio britannico, fare il calciomercato e avere responsabilità di gestione a livello societario. Davide Coppo ha raccontato sull’ultimo numero di Studio la sua esperienza di giocatore, come si forma il database di centinaia di migliaia di giocatori del gioco e i casi in cui anche il calcio reale è entrato in contatto con il “mondo parallelo” di Football Manager.

Nel 2001 ho quindici anni, una fidanzata che vedo poco, un libretto del liceo pieno di mediocrità e una forte anche se neonata dipendenza, causa in una certa parziale misura delle due precedenti condizioni. Nel 2001 viene distribuito Championship Manager nella versione 2001/02, il videogioco manageriale di calcio più famoso e venduto di sempre. L’edizione del 2001/02 è quella della svolta: nato nel 1992, il gioco che ti fa fingere di essere un allenatore (anzi, manager, all’inglese, con tutti i poteri di responsabilità e gestione della squadra in più del caso) quell’anno fa il salto triplo e diventa il cult che è ancora adesso. I campionati disponibili sono un centinaio sparsi in ventisei nazioni, dall’Italia agli Stati Uniti al Giappone alla Finlandia. La dettagliata pagina di Wikipedia dedicata alla serie dice apertamente, e senza il fastidioso bollino rosso che avverte “citation needed” o “senza fonte”, che Championship Manager 01/02 è considerato il miglior capitolo tra tutti quelli pubblicati fino ad ora. Sette anni dopo, nel 2008, la Eidos Interactive, azienda che lo sviluppava, rilascia una versione freeware, che vuol dire gratis, del gioco.

Nel 2008 ho ventidue anni, la scarico, la installo, intrigato anche dal fascino un po’ vintage delle schermate, ma ci gioco poco: avevo già vinto sette anni prima tutto quello che potevo vincere, avevo già comprato i migliori talenti in circolazione, già guidato la Nazionale italiana, insomma sono annoiato dal successo già vissuto e dal dover ripercorrere le stesse tappe. Però vado anche a visitare i forum online su cui avevo passato (bruciato) moltissime ore a quindici anni, forum dedicati a Championship Manager 01/02 che continuano, a sette anni di distanza, a dibattere e vivere su quel gioco, su quella versione. Anzi grazie all’uscita in freeware il volume dell’attività è forse aumentato. Cosa fanno tutte queste persone che si agghindano l’identità virtuale con soprannomi molto brutti? Si scambiano consigli sugli acquisti, sulla profondità con cui è meglio far giocare un 4-3-3 poco fisico, sull’opportunità di schierare una difesa a uomo in caso di catenaccio, e così via. Si scambiano ovviamente gli aggiornamenti del database, le patch, così puoi giocare con lo stesso motore della versione del 2001, ma con Tevez alla Juventus e Cavani al Paris Saint Germain. Sono tornato su quei forum pochi giorni fa, nel 2013. Funzionano ancora e sono ancora più che attivi.

(continua a leggere sul sito di Studio)

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