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  • martedì 19 Novembre 2013

Sardegna, le ultime sull’alluvione

Ci sono stati 16 morti: i danni maggiori sono tra le province di Olbia-Tempio e Nuoro

Aggiornamento: è stata corretta la cifra ufficiale dei morti, ridotta a 16 da 18.

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Nel primo pomeriggio di martedì 19 novembre, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha riferito alla Camera confermando che le persone morte a causa dell’alluvione in Sardegna sono 18, come era stato anticipato in precedenza da numerosi giornali locali e alcune agenzie di stampa. Stando alle ricostruzioni, 13 persone sono morte in provincia di Olbia-Tempio, 4 nella provincia di Nuoro e una nella provincia di Oristano.

Orlando ha spiegato che le piogge copiose, ben oltre la media dell’autunno inoltrato, hanno “messo in crisi il sistema idrografico”, causando le numerose esondazioni sull’isola che hanno portato agli allagamenti. Il ministro ha anche ricordato che la Protezione civile “avvisò domenica scorsa, con un allarme meteo, della possibilità di forti precipitazioni sulla Sardegna” e l’avviso indicava anche la “possibilità di perdite di vite umane”.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha raggiunto Olbia dove ha partecipato a una riunione presso il centro di coordinamento dei soccorsi. All’incontro hanno partecipato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, e il presidente della regione, Ugo Cappellacci.

La perturbazione ha interessato buona parte della Sardegna e ha causato l’esondazione di fiumi e torrenti, con alluvioni e allagamenti. Molte strade sono state chiuse e si è resa necessaria la sospensione dei collegamenti aerei, marittimi e ferroviari. Migliaia di case sono rimaste senza corrente elettrica e secondo le agenzie di stampa e i giornali locali ci sono alcuni dispersi (ma le stime cambiano di continuo e non è possibile dire quanti siano con certezza).

Sette persone sono morte a Olbia, tra le città più danneggiate dal brutto tempo, in alcuni quartieri l’acqua ha raggiunto i due metri di altezza. Sulla Strada Provinciale 38 Olbia-Tempio Pausania sono morte tre persone a causa del crollo di un ponte su cui stavano passando con la loro automobile. Nei pressi dello stadio comunale di Olbia due persone sono morte nell’auto su cui stavano viaggiando, travolta dall’acqua. La sesta persona morta è stata trovata nella sua abitazione allagata, mentre la settima è un uomo, travolto dal nubifragio nella frazione di Raica.

 

Sulla strada tra Oliena e Dorgali, in provincia di Nuoro, un fuoristrada di servizio della polizia è caduto da un ponte danneggiato dalle inondazioni. Trasportava quattro persone, una di queste è morta, mentre gli altri tre poliziotti sono in gravi condizioni. Il mezzo stava attraversando il ponte per aprire la strada al passaggio di un’ambulanza.

A Telti, in provincia di Olbia-Tempio, un uomo è morto in seguito al crollo di un altro ponte. A Torpè, piccolo comune nel nuorese tra i più danneggiati, una donna di 90 anni è morta nella sua abitazione, travolta dall’acqua portata dall’esondazione del rio Posada nella parte bassa del paese. Nel comune i soccorritori hanno trovato complessivamente i corpi di tre persone nella notte, durante la ricerca dei dispersi. Un altro disperso è stato ritrovato morto oggi a Onanì, sempre in provincia di Nuoro. Una donna è stata trovata morta a Uras, in provincia di Oristano.

 

Nella mattina di martedì 19 novembre, i vigili del fuoco hanno trovato i corpi di quattro persone, date per disperse nella notte nella zona di Arzachena, in provincia di Olbia. Era una famiglia brasiliana composta da due genitori e due bambini, che si trovava all’interno di uno scantinato.

Le piogge molto abbondanti hanno causato inondazioni in diverse altre parti della Sardegna. La gestione dei soccorsi è complicata dallo stato delle strade, con diversi ponti inagibili che fanno ritardare lo spostamento dei mezzi. A partire da ieri numerosi treni sono rimasti bloccati o hanno accumulato forti ritardi. Alcuni comuni hanno disposto l’evacuazione di decine di case considerate a rischio, provvedendo alla sistemazione degli sfollati in palestre ed altri edifici pubblici. In molti casi gli albergatori dell’isola hanno messo a disposizione le loro strutture di accoglienza per dare un riparo a chi ha dovuto lasciare la propria casa.

 

Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in Sardegna, stanziando 20 milioni di euro per le prime operazioni di soccorso. Il provvedimento consentirà di sbloccare più rapidamente risorse e mezzi da impiegare sull’isola. Il Comitato operativo della Protezione civile si è riunito più volte nelle ultime ore per valutare le zone più a rischio e tenere sotto controllo due dighe, entrambe in provincia di Nuoro. ll capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arrivato sull’isola, ha detto che: «Sulla Sardegna sono caduti 440 millilitri in 24 ore, è la quantità di pioggia che nel nostro Paese arriva in sei mesi».