• Mondo
  • domenica 10 Novembre 2013

Niente accordo sul nucleare

Dopo tre giorni di colloqui a Ginevra tra Iran e i cosiddetti EU3+3, ma secondo tutti i partecipanti sono stati fatti importanti progressi

Tre giorni di trattative sul programma nucleare iraniano tra i ministri degli esteri di Iran, Stati Uniti, Russia, Cina, Germania, Francia e Regno Unito, non hanno portato alcun risultato, anche se tutti i partecipanti hanno sottolineato che sono stati compiuti progressi molto importanti sulla via per l’accordo. Il 20 novembre ci sarà un nuovo incontro, anche se di più basso livello (saranno coinvolti diplomatici, ma non ministri degli esteri).

Negli ultimi tre giorni a Ginevra si sono incontrati sei ministri degli Esteri e un vice-ministro (quello cinese). In questi giorni molti avevano ipotizzato che la presenza a Ginevra di così tanti ministri fosse un segnale che un accordo era pronto per essere firmato. A quanto sembra, il segretario di Stato americano John Kerry ha passato in tutto almeno otto ore a colloquio con Mohmamad Javad Zarif, ministro degli Esteri iraniano, e questo fa dell’incontro di Ginevra il più lungo incontro diplomatico tra Iran e Stati Uniti dal 1979.

La mattina di domenica 10 novembre il ministro Zarif e Catherine Ashton, capo della diplomazia dell’Unione Europea, hanno partecipato insieme alla conferenza stampa finale. Secondo James Reynolds, corrispondente della BBC da Ginevra, i due sono apparsi rilassati e a loro agio anche se hanno dichiarato il mancato raggiungimento di un accordo: entrambi hanno però sottolineato che in questi tre giorni sono stati fatti molti progressi.

I colloqui di Ginevra fanno parte di uno sforzo diplomatico che dura da diversi anni. In sostanza il gruppo cosiddetto “EU3+3” (cioè Germania, Regno Unito, Francia più Russia, Cina e Stati Uniti), vuole bloccare il programma nucleare iraniano. O almeno fermare quella parte del programma che potrebbe portare alla creazione di una bomba nucleare (i vari procedimenti per arricchire l’uranio oppure la costruzione del reattore di Arak, che come sottoprodotto produrrà plutonio, un materiale che si può utilizzare nelle bombe nucleari al posto dell’uranio).

In cambio sono disposti a limitare le sanzioni economiche che hanno colpito l’Iran dal 2006 e che ne hanno gravemente danneggiato l’economia negli ultimi anni. Secondo il Guardian, una bozza di accordo che avrebbe permesso di guadagnare tempo per ulteriori negoziati era stata preparata da diplomatici americani e iraniani, ma è stata bocciata dal ministro degli Esteri francese.