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  • giovedì 8 Agosto 2013

La morte di Israel Hernandez

Un ragazzo di 18 anni è morto a Miami Beach dopo essere stato colpito al petto col taser, un'arma di cui si discute molto da anni

Nella mattinata di giovedì a Miami Beach, in Florida, un ragazzo di 18 anni è morto dopo che un poliziotto lo ha colpito con una pistola taser, cioè un’arma – il cui uso è da anni molto discusso e criticato – che produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, rilasciata in brevissimi impulsi. Il ragazzo, Israel Hernandez, stava scrivendo su un muro di un fast food abbandonato – aveva scritto solo la lettera “R”, l’iniziale del suo soprannome “Reefa”, quando è arrivata la polizia.

Hernandez, di origini colombiane, è scappato con lo skate che aveva con sé. Secondo il rapporto ufficiale della polizia, quasi una decina di agenti di Miami Beach lo hanno inseguito tra i vicoli e i palazzi della zona, finché non lo hanno raggiunto e colpito con il taser al petto. Hernandez è morto poco dopo al Mount Sinai Hospital: le cause della morte non sono state ancora ufficialmente comunicate.

CBS Miami ha riportato la testimonianza di un amico di Hernandez, che ha detto di essere stato presente dopo che era partita la scarica col taser: i poliziotti, ha raccontato l’amico, avrebbero deriso Hernandez mentre si trovava a terra, e si sarebbero congratulati tra loro per il successo dell’inseguimento. Sempre CBS Miami scrive che altri amici credono che Hernandez fosse scappato per evitare controlli sul passaporto, anche se non è ancora chiaro il motivo, e perché quel giorno aveva fumato marijuana.

La morte di Hernandez si sta discutendo molto sui media locali di Miami: negli Stati Uniti da anni ci sono forti polemiche sull’uso delle pistole taser, che riprendono ogni volta che si verifica un episodio come quello successo giovedì a Hernandez. Nel 2008 l’organizzazione Amnesty International chiese ai governi di sospendere l’uso di questo tipo di armi, o almeno di limitarlo alle situazioni di effettiva minaccia alla vita. Secondo Amnesty, la definizione che forniscono le case produttrici della pistola taser – armi sicure e non letali – non reggerebbe il confronto con la realtà, poiché solo tra il 2001 e l’agosto 2008 le persone uccise negli Stati Uniti dai colpi delle taser sono state 334. Amnesty si è occupata dei taser anche negli anni seguenti, continuando a denunciare gli episodi di violenza sproporzionata.