George Michael ha 50 anni

Le 10 migliori canzoni (con i Wham! e senza) scelte dal peraltro direttore del Post, e tanti auguri

Oggi compie 50 anni George Michael, che esordì nel 1982 nel duo Wham! insieme al chitarrista Andrew Ridgeley. I Wham! si sciolsero nel 1986, senza averci regalato moltissimo di cui ricordarci, e Michael cominciò una carriera da solista. Queste sono 10 canzoni per festeggiarlo scelte da Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, nel suo libro Playlist.

George Michael e Wham!
George Michael (1963, East Finchley, Inghilterra)
Wham! (1981-1986, Londra, Inghilterra)
Alla fin fine, i Wham richiamano un sorriso e un passo di danza a chi c’era, ma di canzoni di qualità non hanno lasciato praticamente niente. Meno degli Spandau Ballet, per dire. Eppure avevano delle loro frivole bravure, e George Michael le ha dimostrate dopo, a chi sapeva scavare sotto il fenomeno da baraccone che è diventata la sua carriera planetaria. Prima che arrivasse Robbie Williams a soffiargli il posto.

Wake me up before you go-go
(Make it big, 1984)
Prima, c’era stato un breve periodo di ribellismo giovanile, per i Wham: quello di “Bad boys”, “Wham rap” e “Club Tropicana”. Poi una notte Andrew Ridgeley lasciò a George Michael un appunto perché lo svegliasse prima di andarsene, e da lì diventarono biondi, cazzari e bagnini. E per il mondo, i Wham.

Careless whisper
(Make it big, 1984)
Ma si è mai vista una storia più cretina? Gli stessi Wham raccontarono che le parole erano banali e insoddisfacenti, “piene di cliché”, e che le scrissero una sera mentre guardavano Via col vento. Comunque, fu la prima canzone della carriera di George Michael da solo, anche se la scrisse ancora con Ridgeley e poi la misero nel 33 giri a nome della band. A sentirla ora, è un po’ imbarazzante, specie quel sassofono: ma bisogna essere obiettivi, è una grande ballata appiccicosa. I piedi colpevoli perdono il ritmo, ricordatevelo.

Last Christmas
(Music from the edge of heaven, 1986)
Oh santi numi! Roba da farsi venire due diabeti in sei minuti e quarantacinque. Roba per cui ogni natale ti viene da fare il tifo per i poliziotti di Beverly Hills. E il video? Com’era, il video? Santi numi. Eppure, un colpo di genio. Come Oriana Fallaci. Come il Grande Fratello. Non ne apprezzi niente, ma ti inchini al successo planetario e definitivo. La-canzone-di-natale per tutti quelli nati dopo il 1970 (per quelli prima, c’è John Lennon, altrettanto stucchevole).

I want your sex
(Faith, 1987)
E siamo a George Michael da solo. Questa è un formidabile accrocchio dance, godibile solo nella versione di nove minuti (altrimenti perde moltissimo, ed è solo una canzoncina ripetitiva) che è all’altezza di certi spettacolari extended del tempo della disco, con fiati rhythm’n’blues e passaggi marvingayeani. Subì pesanti censure, malgrado sia un manifesto a favore della monogamia: “sex is best when it’s one-on-one”.

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