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Il futuro di Volvo

È in Cina, dice l'azienda (di proprietà di un cinese), dove è appena stato aperto un nuovo stabilimento

Mercoledì 5 giugno Volvo ha inaugurato un nuovo stabilimento in Cina, nella città sud-occidentale di Chengdu, che inizierà la produzione tra qualche mese e avrà la capacità di produrre 120 mila auto l’anno, impiegando 2500 persone. È l’ultimo passo di una grande strategia di Volvo che punta all’espansione sul mercato cinese, dove oggi la società è al quinto posto tra i produttori di auto di lusso (gli altri sono BMW, Mercedes, Audi e Jaguar).

L’imprenditore cinese Li Shufu, uno degli uomini più ricchi della Cina nonché fondatore nel 1986 del più grande gruppo automobilistico del paese, Geely, ha comprato tre anni fa Volvo, storica casa automobilistica svedese. Volvo era all’epoca proprietà del gruppo americano Ford, che la cedette per 1,8 miliardi di dollari. Da allora, Li ha provato a rilanciare il marchio e ha stabilito programmi ambiziosi per il prossimo futuro, come scrive il Wall Street Journal.

L’obiettivo di Volvo per il 2020, dice la società, è vendere 800 mila automobili in tutto il mondo, un quarto delle quali in Cina: questo vorrebbe dire più che raddoppiare la produzione rispetto ai numeri attuali. Nel corso del 2012, le vendite mondiali sono calate del 6 per cento rispetto all’anno precedente, a circa 422 mila veicoli. Le difficoltà maggiori sono venute dall’Europa, dove Volvo vende ancora oltre il 50 per cento delle sue auto. Ma anche nel mercato americano, dove ci sono segni di ripresa, Volvo sembra in difficoltà nei primi mesi di quest’anno.

Dove le cose vanno bene, invece, è in Cina. Nei primi cinque mesi di quest’anno le vendite sono cresciute del 27 per cento rispetto a un anno fa, andando vicino ai 23 mila veicoli, poco meno di quelli venduti negli Stati Uniti nello stesso periodo.

Il problema è che le auto Volvo vendute in Cina sono ancora prodotte per la stragrande maggioranza (l’85 per cento) fuori dalla Cina, il che aumenta i costi di trasporto, rende più difficile rispondere alle variazioni di mercato e soprattutto costringe a pagare una tassa di importazione molto salata. Audi (di proprietà di Volkswagen), uno dei rivali principali di Volvo sul mercato delle auto di lusso in Cina, produce nel paese la maggior parte delle auto che vi vende.

I dirigenti di Volvo dicono che aumenteranno molto la loro produzione locale e l’apertura del nuovo stabilimento, a cui ne seguirà un altro nel nord del paese nel 2014, è un passo in quella direzione. Nei prossimi anni, se continueranno gli attuali ritmi di crescita, la Cina diventerà il primo mercato mondiale per le auto e gli altri beni di lusso. Nell’aprile del 2013, scrive Reuters, le vendite automobilistiche complessive sono aumentate del 13,4 per cento rispetto all’anno scorso.

Foto: AP Photo/Volvo Cars