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  • giovedì 6 Giugno 2013

Chi è Jo-Wilfried Tsonga

Ha eliminato Federer al Roland Garros, somiglia a Muhammad Ali, i suoi tifosi sperano che diventi il primo francese a vincere il torneo di Parigi dopo trent'anni

Martedì il tennista francese Jo-Wilfried Tsonga – all’ottavo posto della classifica ATP dei tennisti professionisti – ha battuto per 7-5 6-3 6-3 lo svizzero Roger Federer – terzo in classifica, considerato il miglior tennista di tutti i tempi – ai quarti di finale del Roland Garros, che si gioca a Parigi ed è il torneo di tennis sulla terra rossa più importante al mondo.

La vittoria di Tsonga ha entusiasmato i tifosi francesi, e ora molti di loro sperano che possa vincere il torneo: l’ultimo francese a vincere il Roland Garros fu Yannick Noah nel 1983, l’unico nella cosiddetta “era Open”, cioè dopo il superamento della separazione tra dilettanti e professionisti. Commentatori e appassionati di tennis stanno già trovando analogie tra i due giocatori: entrambi sono figli di coppie miste (papà africano e madre francese) e sono particolarmente carismatici ed esuberanti. Nonostante le crescenti aspettative del pubblico francese, Tsonga ha davanti ancora due ostacoli impegnativi: la semifinale contro lo spagnolo David Ferrer, numero cinque al mondo, e l’eventuale finale contro uno dei due principali favoriti del torneo, lo spagnolo Rafael Nadal (che ha vinto il Rolando Garros sette volte) e il serbo Novak Djokovic (numero uno al mondo della classifica ATP). La semifinale si giocherà venerdì.

Jo-Wilfired Tsonga ha 28 anni, è nato a Le Mans il 17 aprile del 1985. Sua madre Évelyne è francese mentre il padre Didier è congolese: si trasferì in Francia negli anni Settanta per giocare a pallamano da professionista. Tsonga è soprannominato Ali per la sua somiglianza con il pugile afroamericano Muhammad Ali; ha una sorella più grande, Sasha, e un fratello più piccolo, Enzo; i giornalisti che seguono il tennis e molti suoi colleghi dicono che è molto allegro e simpatico. Nel 2003 vinse gli Australian Open nella categoria juniores e dall’anno successivo iniziò a giocare da professionista. Divenne famoso agli Australian Open del 2008, quando batté in semifinale Rafael Nadal (che aveva 22 anni e aveva vinto tre Roland Garros) e fu poi sconfitto in finale da Novak Djokovic, che in quell’occasione vinse il suo primo Slam (ovvero uno dei quattro tornei di tennis più prestigiosi al mondo: gli Australian Open, il Roland Garros, Wimbledon e gli US Open). Quell’anno Tsonga vinse due tornei e arrivò al sesto posto della classifica ATP; da allora è sempre rimasto tra i primi dieci (il migliore risultato è stato il quinto posto, nel 2012).

Tsonga non ha mai vinto uno Slam e i suoi migliori risultati – oltre alla finale di cui sopra – sono stati la semifinale agli Australian Open nel 2010, e le semifinali a Wimbledon nel 2011 e nel 2012. In tutto ha vinto otto titoli in singolare e quattro in doppio, ed è uno dei pochi giocatori ancora attivi ad aver giocato ai quarti di finale di tutti e quattro gli Slam. Tsonga ha assunto il suo nuovo allenatore, l’australiano Roger Rasheed, lo scorso novembre, dopo aver giocato per un anno e mezzo senza: ha spiegato questa sua decisione dicendo che aveva bisogno di passare del tempo da solo per capire i motivi per cui giocava, quanti sacrifici aveva intenzione di fare, e quali risultati voleva raggiungere.

Tsonga è bravo sopratutto sul cemento e sull’erba, mentre la superficie in cui se la cava peggio è proprio la terra rossa: la prima volta che ha raggiunto la semifinale in un torneo sulla terra è stato a Montecarlo, lo scorso aprile. Soltanto un anno fa, nel maggio 2012 mentre giocava all’Open di Roma, Tsonga disse: «Siamo onesti, non c’è nessuna possibilità che un francese possa vincere il Roland Garros». Da allora è migliorato molto, fino alla vittoria contro Federer di martedì scorso. Oltre giocare tecnicamente bene Tsonga dovrà riuscire a gestire le grandi aspettative degli ultimi giorni, che ha commentato dicendo: «sono francese, siamo in Francia e ovviamente ci può essere molta pressione, ma per me è una cosa positiva. Se vado avanti in questo torneo o se vinco, sarà una cosa enorme».