• Mondo
  • venerdì 24 Maggio 2013

Che cos’ha di speciale il nuovo grattacielo più alto del mondo

Sorgerà in Cina con la tecnica dell'architettura modulare, sarà alto 838 metri e sarà costruito in 90 giorni

Il governo cinese ha approvato la costruzione dell’edificio che diventerà il grattacielo più alto del mondo: sarà costruito a Changsha, una città di sette milioni di abitanti a circa 1500 km a sud di Pechino. La società che curerà il progetto è la Broad Sustainable Building (BSB), una divisione del Broad Group, che fino a cinque anni fa si occupava solo di condizionatori d’aria ma alla fine del 2012 aveva già costruito diciassette edifici, tutti grazie alla tecnica dell’architettura modulare, che permette di “montare” un edificio con componenti già assemblate in fabbrica. L’attuale grattacielo più alto del mondo si trova a Dubai, è il Burj Khalifa ed è alto 829 metri.

L’edificio si chiamerà Sky City, sarà alto 838 metri e avrà 220 piani. Potranno abitarci più di 30mila persone, che avranno a disposizione nello stesso grattacielo scuole, uffici, ospedali, supermercati e centri ricreativi. La BSB ha dichiarato che per costruirlo impiegheranno 90 giorni, e che i lavori inizieranno in agosto. L’azienda divenne famosa a gennaio del 2012 quando iniziò a circolare moltissimo online un video che mostrava la costruzione di un hotel di 30 piani in soli 15 giorni.

L’architettura modulare
Gli edifici costruiti dalla BSB sono al 90 per cento assemblati nelle due fabbriche vicino Broad Town, il complesso dove ha sede l’amministrazione della società progettato dallo stesso proprietario Zhang Yue (un personaggio particolare, ma ci arriveremo), nei dintorni di Changsha. Migliaia di operai lavorano in maniera indipendente a diversi pezzi della struttura, che sono progettati affinchè l’unico lavoro da compiere sul luogo sia il loro assemblaggio. Il trasporto delle componenti avviene tramite enormi camion, che fanno ininterrottamente spola dalle fabbriche al cantiere. La BSB dichiara che il suo metodo di costruzione sia molto più rapido, economico e ecologico di quello tradizionale, ovvero la costruzione dell’edificio sul posto. Si stima che Sky City costerà al metro quadro 140 dollari, circa un decimo di quanto costerebbe una struttura costruita con il metodo tradizionale.

Il costo bassissimo che BSB riesce a garantire è dato da vari fattori, fra tutti l’ottimizzazione quasi maniacale di ogni fase di lavoro e dell’utilizzo dei materiali. Fra le altre cose, per esempio, il calcestruzzo impiegato per i pavimenti è fatto di materiali più compatti di quello normalmente utilizzato, cosa che alleggerisce anche la struttura principale, a sua volta costituita al 10 per cento di acciaio riciclato: come dei “binari” su cui vengono infilati i pre-fabbricati. La BSB afferma anche che i propri edifici abbiano un impatto più sostenibile verso l’ambiente; il riscaldamento di Sky City sarà ricavato in gran parte dalla dispersione del calore dell’impianto elettrico, le lampadine saranno a tecnologia LED e si spegneranno automaticamente quando nessuna persona sarà presente in una stanza. Nelle stesse fabbriche viene utilizzato, quando è possibile, materiale di scarto riciclato da precedenti cantieri.

La BSB per ora ha costruito edifici solo in Cina, e questa è la prima volta che realizzerà un grattacielo. Le stesse tecniche però saranno alla base della costruzione di un hotel di 32 piani nel quartiere di Brooklyn, a New York. Una delle critiche più frequenti alla BSB è che i loro edifici si assomiglino tutti, ma a detta di Zhang l’azienda deve puntare più sulla funzionalità e la qualità delle strutture che sull’originalità del progetto.

Il fondatore della BSB
Zhang Yue ha fondato il Broad Group nel 1988, dopo aver abbandonato i propri studi artistici. Inizialmente l’azienda si occupava di caldaie, ma quando negli anni Novanta la Cina estese notevolmente la sua rete elettrica i blackout divennero molto frequenti, con gravi difficoltà per le aziende. Zhang investì quindi negli impianti di condizionamento a gas naturale, che potevano funzionare anche senza la corrente elettrica, e fece un sacco di soldi. Nel 2008, dopo il terremoto del Sichuan in cui morirono circa 87mila persone, decise di fondare la Broad Sustainable Building, intuendo le possibilità di guadagnare con la ricostruzione degli edifici distrutti. Dopo sei mesi ritenne che fosse troppo costoso assumere un team di progettisti per ogni singolo edificio, e decise di investire nell’architettura modulare.

Da allora Zhang gestisce l’azienda nella Broad Town, un complesso progettato da lui in cui tutti gli impiegati indossano una uniforme bianca e seguono le regole di un manuale di vita scritto da lui, che contiene cose come “lavatevi spesso i denti”, “badate a risparmiare energia” oppure consigli sull’avere (o meno) figli. Nella Broad Town tutti i dipendenti mangiano gratis a patto che non lascino nulla, pena un richiamo ufficiale. Quando un giornalista di Wired, durante un’intervista, gli chiese perchè avesse deciso di fondare un’impresa edile Zhang gli rispose che lui in realtà ha voluto avviare «una rivoluzione strutturale».