15 film di Gian Maria Volonté

Oggi avrebbe compiuto ottant'anni uno dei più grandi attori italiani di sempre

«È stato, e resta, uno dei più grandi attori del cinema mondiale». Il regista Francesco Rosi ha definito così Gian Maria Volontè nel documentario biografico “Un attore contro”: lo stesso avevano detto di lui altri due registi come Orson Welles e Ingmar Bergman. È difficile dargli torto: Gian Maria Volonté è stato per oltre trent’anni l’attore impegnato del cinema italiano, riuscendo a fondere grandissime doti recitative, un’incredibile presenza scenica e una gran coerenza nella scelta dei film da interpretare. E ne ha fatti tanti: è stato il cattivo nei film di Sergio Leone (dove era ancora doppiato, com’era prassi all’epoca), il nobile decaduto nell'”Armata Brancaleone” di Monicelli e poi ha iniziato a interpretare film “impegnati”, facendo la vittima o il carnefice a seconda dei casi, sempre al centro di storie che cercavano di raccontare l’Italia di quegli anni. Volonté nacque a Milano il 9 aprile 1933, oggi avrebbe compiuto ottant’anni: di seguito 15 scene tratte dai suoi film più belli.

Un uomo da bruciare (Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani – 1962)

Per un pugno di dollari (Sergio Leone – 1964)

L’Armata Brancaleone (Mario Monicelli – 1966)

Quien Sabe? (Damiano Damiani – 1966)

Faccia a faccia (Sergio Sollima – 1967)

Banditi a Milano (Carlo Lizzani – 1968)

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Elio Petri – 1970)

Uomini contro (Francesco Rosi – 1970)

Sacco e Vanzetti (Giuliano Montaldo – 1971)

La classe operaia va in paradiso (Elio Petri – 1972)

Sbatti il mostro in prima pagina (Marco Bellocchio – 1972)

Giordano Bruno (Giuliano Montaldo – 1973)

Todo Modo (Elio Petri – 1976)

Il Caso Moro (Giuseppe Ferrara – 1986)

Porte aperte (Gianni Amelio – 1990)