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  • sabato 16 Febbraio 2013

Il furto del biscotto d’oro

A fine gennaio è stata rubata ad Hannover la targa d'oro con il marchio Leibniz Keks: è stata ritrovata, ma l'azienda è accusata di aver organizzato tutto

Il 21 gennaio 2013 un dipendente della Bahlsen, un’importante azienda alimentare di Hannover, in Germania – proprietaria del famoso marchio di biscotti Leibniz Keks – si è accorto che la targa d’oro a forma di biscotto era sparita dall’ingresso della fabbrica. La targa d’oro si trovava incastonata e sorretta da due statue di bronzo e aveva la forma del biscotto più famoso prodotto dalla Bahlsen, con il marchio Leibniz Keks (Keks in tedesco vuol dire “biscotto”).

La targa d’oro, dal peso di circa 50 chilogrammi, si trovava all’ingresso della fabbrica da più di cento anni: la Bahlsen, fondata nel 1889, è una delle aziende più importanti per la produzione di biscotti della Germania e il principale esportatore di biscotti, in particolare di Leibniz Keks, biscotti al burro molto famosi soprattutto tra i bambini. Dopo il furto, Werner Bahlsen, l’amministratore delegato dell’azienda, aveva offerto mille euro di ricompensa a chi avesse avuto informazioni utili per il ritrovamento della targa.

Nessuno si è fatto vivo ma una settimana dopo, sia a Bahlsen che all’Hannoversche Allgemeine, un giornale locale, è stata inviata una richiesta di riscatto molto particolare, insieme a una foto con l’immagine di una persona travestita da Cookie Monster, uno dei Muppet del programma televisivo americano Sesame Street, che addentava una targa identica a quella rubata: nella lettera c’era scritto che in cambio della restituzione, l’azienda avrebbe dovuto donare mille euro a un rifugio per animali e regalato gran quantità di biscotti ai bambini ricoverati in un ospedale locale. Firmato “Cookie Monster”.

Nella lettera il presunto rapitore aveva anche specificato quali tipi di Leibniz Keks dovessero essere consegnati: “quelli con il cioccolato al latte, non quelli con il cioccolato fondente o senza cioccolato”. Werner Bahlsen però non ha voluto accettare la richiesta del riscatto, chiedendo che il “biscotto d’oro” fosse riconsegnato. Nello stesso giorno, il vero Cookie Monster del programma televisivo americano Sesame Street ha fatto sapere sul proprio account Twitter che lui non c’entrava nulla con il furto della targa.

Qualche giorno dopo è stata inviata all’azienda un’altra lettera di riscatto, con allegata una foto di una persona ancora vestita da Cookie Monster; nella seconda lettera c’era scritto che il biscotto sarebbe stato restituito a breve. E infatti, la settimana scorsa una targa a forma di biscotto legata da un fiocco rosso, identica in apparenza a quella rubata alla Bahlsen, è stata ritrovata intorno al collo di un cavallo di una statua equestre, di fronte all’ingresso dell’Università “Leibniz”: le autorità locali stanno cercando di capire, tramite alcune analisi, se la targa ritrovata sia quella originale.

Werner Bahlsen non ha avuto ancora la possibilità di vedere la targa a forma di biscotto, perché sono in corso le analisi per prelevare le impronte digitali e altri possibili indizi. Dopo il ritrovamento, alcuni giornali locali hanno scritto che tutta questa vicenda sia stata una messa in scena, orchestrata dall’azienda, per farsi pubblicità, ma la società ha ovviamente negato questa versione dei fatti.

Dopo il ritrovamento della targa è stata inviata una terza lettera all’Hannoversche Allgemeine, formata da parole composte da ritagli di singole lettere, in cui c’è scritto che nonostante la targa sia stata restituita, l’azienda avrebbe dovuto comunque regalare i biscotti ai bambini ricoverati negli ospedali, specificando ancora di consegnare “quelli senza cioccolato”. La Bahlsen ha accettato la richiesta e ha comunicato che darà 52mila confezioni di Leibniz Keks a 52 enti di beneficenza.

Foto: JOCHEN LUEBKE/AFP/Getty Images