Cento anni a Grand Central

Film, stanze segrete e una storia avventurosa: foto e storia di uno dei simboli di New York

Il primo febbraio 1913 oltre 150 mila persone si riunirono sulla 42esima strada di New York per partecipare all’inaugurazione della nuova stazione di Grand Central Terminal, a Midtown Manhattan, che avvenne ufficialmente alle 12.01. Davanti a loro c’era una massiccia struttura in stile Beaux-Arts, lo stesso che pochi anni prima era stato usato anche per la celebre Gare d’Orsay di Parigi (oggi il Museo d’Orsay). All’interno, l’enorme atrio principale, alto 38 metri e largo ottanta. Il giorno dopo l’inaugurazione, il New York Times dedicò all’evento uno speciale di otto pagine (che il giornale ha ripubblicato qui in PDF per l’occasione).

Grand Central Terminal, chiamato anche Grand Central Station (ma è un errore, come ricorda un indovinello nel film di Spike Lee Inside Man) o semplicemente Grand Central, è una stazione ferroviaria nel centro di Manhattan, la più importante nella città di New York. Ma è anche un simbolo della città e una delle sue mete turistiche più visitate, diventato famoso in tutto il mondo anche grazie ai numerosi registi che hanno deciso di ambientarvi alcune scene per i loro film (Intrigo internazionale, Carlito’s Way e Superman, per citarne solo qualcuno).

La struttura è celebre per il soffitto dell’atrio principale, dipinto con il firmamento e rimasto coperto per decenni da uno strato nero, a causa del fumo delle sigarette fumate qualche metro più sotto; per le scalinate di marmo, modellate su quelle dell’Opera di Parigi; e per il grande orologio in cima al banco delle informazioni, anche questo nell’atrio principale, che ha le quattro facce di opale ed è valutato intorno ai 10 milioni di dollari. Attrazioni turistiche e film a parte, un momento molto famoso della sua storia recente è stato quando il gruppo di artisti newyorkesi ImprovEverywhere ha “congelato” il salone principale il 31 gennaio 2008, il giorno prima del 95esimo compleanno della stazione.

Grand Central Terminal è la stazione con il maggior numero di piattaforme di arrivo dei treni nel mondo, ben 44 su due piani, e una delle più affollate, con circa 700 mila persone che ci transitano ogni giorno (è aperta dalle 5.30 alle due di notte); circa 10 mila sono visitatori e gente che va a fare acquisti nell’ottantina di negozi e ristoranti della struttura.

Il centenario della stazione, che ha una sezione del sito ufficiale dedicato, verrà celebrato con una lunga serie di eventi lungo tutto il corso del 2013. Oggi, per esempio, oltre a concerti e letture pubbliche nella stazione, alcuni negozi e ristoranti cambieranno i loro prezzi con quelli del 1913. Grand Central ha una pagina Facebook e un account Twitter molto attivo, che utilizza per postare informazioni sul centenario e fotografie.

Disastri e magnati
Ma che cos’ha di particolare Grand Central, al di là dell’architettura e dei flash mob? Nella sua storia ci sono molte cose interessanti. L’enorme area su cui sorge tuttora, circa 200.000 metri quadrati d’estensione, venne comprata da Cornelius Vanderbilt (1794 – 1877) insieme alla New York Central Railroad intorno al 1860, durante le sue feroci battaglie per il controllo del traffico ferroviario tra New York e Chicago. Vanderbilt è uno dei personaggi più famosi della storia americana: il prototipo del self-made man, figlio di genitori poveri, che costruì un impero commerciale nelle spedizioni e nelle ferrovie fino a essere, al momento della sua morte, l’uomo più ricco d’America.

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