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  • venerdì 7 Dicembre 2012

Il Guatemala ha negato l’asilo a John McAfee

Ora il milionario degli antivirus rischia di essere respinto in Belize, da dove era fuggito per un intricato caso di omicidio: alla notizia ha avuto un malore

Le autorità del Guatemala hanno respinto la richiesta di asilo presentata dai legali di John McAfee, il milionario statunitense noto per avere fondato la società di sistemi antivirus che porta il suo nome e che da settimane sta facendo di tutto per evitare di essere raggiunto dalla polizia del Belize. McAfee si trova da alcuni giorni a Città del Guatemala, in cui è arrivato dopo essere fuggito dal Belize, dove le autorità lo vogliono sentire come persona informata sui fatti per l’omicidio del suo vicino, lo statunitense Gregory Viant Faull, trovato morto l’11 novembre scorso nella propria abitazione sull’isola di Ambergris Caye. McAfee sostiene che la polizia lo vuole incastrare e che ha un piano per ucciderlo, e per questo motivo da settimane vive sostanzialmente da fuggitivo.

Sul suo blog personale WhoIsMcAfee.com, il milionario ha raccontato giorno dopo giorno la sua storia da film, cercando sostegno e aiuto. Ha ottenuto una grande copertura mediatica della vicenda, soprattutto negli Stati Uniti, da dove sono partiti diversi giornalisti per intervistarlo. E proprio grazie alla foto scattata da alcuni giornalisti è stato possibile ricostruire la sua posizione geografica: il file della fotografia non era stato modificato e conteneva i dati sulla localizzazione GPS del luogo in cui era stata scattata. Dopo una prima smentita, McAfee ha confermato di trovarsi in Guatemala a inizio settimana, e la cosa gli ha portato altri guai.

Le autorità del paese lo hanno accusato di essere entrato clandestinamente in Guatemala, perché nei registri doganali non risulta in alcun modo il suo passaggio oltre il confine. Giovedì 6 dicembre è stato prelevato dagli agenti che si occupano di immigrazione dal suo albergo, ed è stato trasferito in un centro di detenzione temporanea per gli immigrati irregolari. Nel frattempo, il suo avvocato era al lavoro per fare ottenere al suo cliente il diritto d’asilo in Guatemala.

Considerata l’intricata situazione di McAfee in Belize, dove la polizia attende ancora di ascoltarlo, e la sua presenza da clandestino, le autorità del Guatemala hanno deciso di non concedere l’asilo. In seguito alla notizia, McAfee ha avuto un malore ed è stato trasportato in ospedale. Inizialmente si pensava che il milionario avesse avuto qualche problema di cuore, ma il suo avvocato ha dato una versione differente, parlando di un crollo nervoso, probabilmente dovuto alla notizia dell’asilo negato. Dopo gli accertamenti, McAfee è stato trasferito nuovamente nel centro di detenzione.

In Guatemala le autorità starebbero predisponendo il respingimento di McAfee, che sarebbe quindi obbligato a tornare in Belize. Potrebbe essere scortato fino al suo arrivo nell’aeroporto principale belizano, dove la polizia sarebbe poi pronta a incontrarlo per parlare dell’omicidio Faull. La legge del paese consente agli agenti di tenere in custodia McAfee per 48 ore, anche se nei suoi confronti non sono state formalizzate accuse. L’avvocato di McAfee vuole evitare una simile possibilità, e per questo motivo ieri ha fatto rapidamente ricorso presso la Corte suprema del Guatemala, chiedendo una revisione del caso del suo cliente.

Gli investigatori belizani pensano che McAfee possa avere informazioni per risolvere il caso di omicidio di Faull, ma considerati i suoi precedenti con la polizia locale, McAfee ha preferito darsi alla fuga poco dopo il ritrovamento del cadavere del suo vicino di casa. Non si è fatto trovare durante una perquisizione nella sua villa e si è nascosto nelle settimane successive, in varie zone del Belize e del Guatemala. Nella scorsa primavera, fu fermato dagli agenti dell’Unità speciale per la soppressione delle bande criminali (GSU), con l’accusa di produzione di droga e di possesso di armi senza autorizzazioni. Le accuse furono poi ritiriate, ma la vicenda rese McAfee molto diffidente nei confronti della polizia locale.

Con Faull il milionario statunitense aveva litigato diverse volte in passato, principalmente per via dei propri cani da guardia, ritenuti rumorosi e troppo aggressivi dal suo vicino di casa. Due giorni prima della morte di Faull, McAfee notò che alcuni suoi cani erano stati avvelenati. Secondo le autorità ci potrebbe essere un legame tra le due cose e per questo motivo dicono di voler sentire la versione di McAfee.