• Italia
  • Venerdì 30 novembre 2012

“Il peso di quella morte”

Paola Concia torna sulla storia del ragazzo suicida a Roma e sull'"orrendo compattarsi in granitici schieramenti opposti", invece che cercare di capire

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
20-05-2011 Roma
Politica
Manifestazione a sostegno della legge contro l’omofobia
Nella foto: Paola Concia
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
20-05-2011 Roma
Politics
Demonstration to support the bill against homofobia
In the picture: Paola Concia

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
20-05-2011 Roma
Politica
Manifestazione a sostegno della legge contro l’omofobia
Nella foto: Paola Concia
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
20-05-2011 Roma
Politics
Demonstration to support the bill against homofobia
In the picture: Paola Concia

Paola Concia, deputata del PD, unica parlamentare italiana dichiaratamente omosessuale, ha scritto un articolo sull’Unità che ritorna sul suicidio dello studente del liceo Cavour di Roma, su cosa ha significato per lei e su cosa, secondo lei, dovrebbe significare per tutti.

In questi quattro anni e mezzo di vita parlamentare ho sopportato molte frustrazioni: ho sopportato l’accusa di essere troppo passionale nel condurre la battaglia contro l’omofobia e la transfobia e per l’affermazione dei diritti sacrosanti delle coppie omosessuali. Ma essere accusata di coprire l’omofobia quella no, mi mancava. Al peggio e al meglio non c’è mai fine, diceva mia madre. Sono sempre pronta al peggio ma vorrei che costruissimo anche il meglio.

Una settimana fa, dopo che un giovanissimo ragazzo di un liceo romano si è tolto la vita, sono andata subito nella sua scuola. Ho parlato con i compagni di classe, con i professori, la preside, i genitori. L’ho fatto per capire e per aiutare, perché ho il dovere di farlo. Perché quella morte mi riguarda, riguarda tutti noi, nessuno escluso. Le istituzioni, la scuola, i mass media, la nostra disastrata società. Ci ho messo un po’ a decidere di scriverne, ho letto molte cose in questi giorni su giornali, blog, social network; alcune le condivido e altre no. Quello che più mi ha colpito è stato l’orrendo compattarsi in granitici schieramenti opposti: tra chi della morte di quel ragazzino dà la colpa all’omofobia e chi invece afferma che le ragioni siano altre.

(continua a leggere sul sito dell’Unità)

Le lettere sul ragazzo suicida a Roma

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse