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  • venerdì 16 Novembre 2012

Cancellieri su polizia e scontri

Intervistata da Carlo Bonini, il ministro parla delle violenze di Roma, della proposta di identificare gli agenti e del suo ruolo

Carlo Bonini intervista oggi su Repubblica il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, a proposito del comportamento della polizia durante le manifestazioni di mercoledì. Due dei video più circolati nelle ultime ore riguardo quelle proteste a Roma mostrano un poliziotto prendere un manifestante a manganellate in faccia e dei gas lacrimogeni lanciati dal palazzo del ministero degli Interni. Molte altre foto mostrano violenze e danneggiamenti da parte di gruppi di manifestanti.

ROMA — Seduta sul divano bianco che chiude uno dei lati del suo ufficio al Viminale, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri risponde alle domande di Repubblica con la disinvoltura e la sincerità di chi sa di essere di passaggio e dunque non ha nulla da perdere. Di chi, spesso, sembra parlare più da prefetto che da ministro. «Lei trova? Io invece avrei detto il contrario. Che sto imparando a parlare da ministro». Sorride. «E comunque c’è un dato, credo indiscutibile. Che la sottoscritta, come gli altri colleghi di questo Governo, non solo ha una storia da tecnico, ma è sola. Quello che intendo dire è che sono espressione di una maggioranza parlamentare, chiamiamola così, che è solo numerica. Di fatto, rispondo politicamente a me stessa e ovviamente all’esecutivo di cui faccio parte. Non ho un partito alle spalle. Talvolta è un vantaggio, altre volte assai meno».

Lei ha detto: «Mostriamole e guardiamole tutte le foto degli scontri». Ha avuto modo di vedere tutto quello che è stato rovesciato in rete?
«Purtroppo no. Sono stata in Algeria per l’intera giornata e sono rientrata solo ieri (mercoledì ndr) sera».

Le posso mostrare questo video? La Cancellieri osserva in silenzio i 20 secondi del filmato (“Manganellate in faccia a un manifestante”) postato da Repubblica tv che documenta la furia di un agente in borghese su un ragazzo inerme, bloccato a terra da altri due poliziotti, durante le cariche di Roma a ponte Sisto. Poi dice:
«Queste immagini non le avevo ancora viste. E questa violenza su un inerme è intollerabile e ingiustificabile. Glielo ripeto: ingiustificabile. Questo poliziotto sarà identificato subito. Sono io, ora, a voler sapere chi è. Faremo le dovute valutazioni e ne trarremo le conseguenze disciplinari. E lo stesso varrà qualora altre immagini dovessero documentare comportamenti simili. Su questo punto, non ci sono né se, né ma. Il monopolio della forza è democratico se la forza è esercitata nel rispetto della legalità. Altrimenti diventa un’altra cosa».

Conosce l’obiezione, vero? Questo è accaduto perché poco prima è accaduto quest’altro.
«Conosco l’obiezione. E le dico anche che sono stata la prima a complimentarmi con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza per la scelta di mettere in Rete, utilizzando la stessa forza virale dei social network, le immagini girate a Roma dalla Polizia Scientifica. Perché è giusto che il lavoro della Polizia avvenga nella massima trasparenza. E dunque che ogni cittadino possa valutare come una minoranza abbia sequestrato un’intera piazza con le sue legittime e condivisibili richieste, schiacciandola in una testuggine armata di bastoni, bombe carta, sassi. In altri termini, cosa ha determinato alcune scelte di ordine pubblico. Ma dico anche, al contrario di quello che qualche suo collega vorrebbe farmi dire, che io non penso che ci sia alcuna equivalenza tra le immagini che lei mi ha mostrato prima e quelle della testuggine di Ponte Sisto. I poliziotti responsabili di abusi verranno puniti. E questo per rendere onore e merito agli altri loro colleghi che sono la maggioranza e nei cui confronti è necessario che tutto il Paese nutra il rispetto democratico che meritano».

(continua sulla rassegna stampa della Camera)

Il video del poliziotto che prende un manifestante a manganellate in faccia
Il video dei gas lacrimogeni lanciati dal ministero degli Interni
Le foto degli scioperi e degli scontri di mercoledì in Italia e in Europa

foto: AP Photo/Gregorio Borgia