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  • martedì 6 novembre 2012

Guida per la notte delle elezioni USA

Quando arriveranno i primi exit poll e i primi dati, le cose da seguire e tenere d'occhio, ora per ora e stato per stato

di Francesco Costa – @francescocosta

Oggi negli Stati Uniti decine di milioni di persone voteranno per scegliere, tra le altre cose, chi sarà il presidente del paese per i prossimi quattro anni. I principali candidati sono due: il presidente uscente, il democratico Barack Obama, e il repubblicano Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts. I sondaggi li danno praticamente appaiati e c’è grande incertezza nelle previsioni dell’esito del voto, anche se Obama è accreditato di un maggior numero di soluzioni possibili per arrivare a ottenere 270 grandi elettori e restare così alla Casa Bianca.

Il Post seguirà le operazioni di voto già dal pomeriggio, e poi seguirà la nottata e lo spoglio delle schede con un liveblogging, ininterrottamente. La notte sarà scandita dagli orari di chiusura dei seggi nei vari stati, soprattutto in quelli considerati in bilico tra Obama e Romney: alla chiusura dei seggi in ogni stato inizieranno a circolare gli exit poll, sempre da prendere con le molle, e poi pian piano arriveranno i dati parziali dello spoglio, sui quali saranno fatte le proiezioni. Sulla base dello spoglio e delle proiezioni, i principali giornali e network televisivi stabiliranno quando e se assegnare ogni stato a uno dei due candidati.

Quelle che seguono sono le cose fondamentali da sapere per orientarsi e capire cosa aspettarsi. Ci basiamo sulle medie dei sondaggi per indicare chi tra Obama e Romney è favorito in ognuno degli stati in bilico. Ogni risultato che si discosti dalle previsioni dei sondaggi va inteso come un grosso punto a favore di chi vince invertendo le previsioni. Se invece le previsioni dovessero essere confermate, si andrebbe verso una vittoria di Obama.

00.00
Chiudono parte dei seggi in Indiana e Kentucky, gli altri chiudono un’ora dopo. Salvo sorprese vincerà Romney in entrambi gli stati.

1.00
All’una, oltre a chiudere la parte restante dei seggi in Indiana e Kentucky, chiudono i seggi anche in Virginia, Georgia, South Carolina e Vermont. Occhio soprattutto alla Virginia: è uno stato in bilico, Romney è considerato in vantaggio. Dovesse vincere lui di poco, tutto starebbe andando come previsto dai sondaggi. Dovesse vincere lui di molto, Obama dovrebbe iniziare a preoccuparsi. Dovesse vincere Obama, dovrebbe preoccuparsi Romney.

1.30
Non avremo il tempo di leggere bene i primi dati della Virginia che arriveranno i primi dati dall’Ohio, che chiude all’1.30 insieme alla North Carolina (altro stato in bilico) e al West Virginia. In North Carolina è favorito Romney. L’Ohio è lo stato da tenere d’occhio: chi vince quello ha un piede alla Casa Bianca. Obama è dato in leggero vantaggio.

2.00
Un’altra mezz’ora e chiuderanno i seggi in ben 17 stati. I fondamentali: Florida, New Hampshire, Pennsylvania. In Florida sembra essere leggermente favorito Romney, in New Hampshire invece Obama. La Pennsylvania fino a poche settimane fa sembrava sicura nelle mani di Obama, ma i repubblicani confortati da qualche sondaggio dicono di avere riaperto la partita: se Romney dovesse vincere lì sarebbe una gran sorpresa.

2.30
Se in Pennsylvania uno dei due candidati avrà vinto nettamente, diciamo con un distacco di almeno cinque punti, intorno a quest’ora dovremmo iniziare a capirlo. Allo stesso modo, a quest’ora dovremmo sapere qualcosa di concreto riguardo North Carolina, Virginia e New Hampshire. Per Florida e Ohio dovrebbe volerci un po’ di più, salvo sorprese.

3.00
Saremo immersi nella conta dei voti in Ohio e Florida. Nel frattempo chiuderanno i seggi in altri 13 stati. I fondamentali sono Colorado e Wisconsin, in bilico e con Obama considerato in vantaggio. Dovesse vincere Romney, sarebbe quindi un gran segnale di forza. Meglio tenere un occhio anche su Michigan e Minnesota: sono considerati saldamente nelle mani di Obama ma i repubblicani dicono di avere delle possibilità. A quest’ora chiuderanno i seggi anche nello stato di New York e in Texas, stati molto grossi dove si è già praticamente certi del risultato: il primo con Obama, il secondo con Romney.

3.30-45
Se uno dei candidati avrà vinto nettamente sull’altro inizieremo a capirlo intorno a quest’ora, attraverso i dati di Ohio, Florida e Pennsylvania.

4.00
Chiudono i seggi in Iowa e Nevada, ultimi due stati in bilico. La speranza di molti è che si arrivi alle 4.30, ora italiana, con un vincitore. Se questo non dovesse essere possibile a causa del grande equilibrio o di lentezze nello spoglio, o se il collocamento di Florida, Ohio e Pennsylvania non permettesse comunque di far raggiungere a uno dei due candidati i 270 grandi elettori, bisognerà aspettare lo spoglio in Iowa e Nevada. E quindi arrivare almeno alle cinque del mattino ora italiana, probabilmente oltre.

Scenario possibile, per esempio: Obama vince in Colorado, Wisconsin, Pennsylvania e New Hampshire e arriva a 260 voti. Romney vince in Ohio, Florida, Virginia e North Carolina e arriva a 266 voti. Diventerebbero decisivi Nevada e Iowa, che mettono in palio sei grandi elettori ciascuno. Obama dovrebbe vincerli entrambi, a Romney ne basterebbe uno. Obama è dato dai sondaggi in lieve vantaggio in entrambi gli stati, ma a quel punto l’esame di quanto accaduto negli altri stati ci sarà molto più utile di quello che dicevano i sondaggi.

5.00
Chiudono i seggi in tutti gli stati restanti a parte l’Alaska, cioè California, Hawaii, Idaho, North Dakota, Oregon, Washington. Tutti stati in cui non ci si aspettano sorprese, e d’altra parte a questo punto della nottata – mattinata, ormai – i due candidati potrebbero essere sul punto di fare i loro discorsi, il victory speech per uno e il concession speech per l’altro. Obama sarà a Chicago, in Illinois; Romney a Boston, in Massachusetts.

E poi?
Esiste la possibilità che le cose vadano ulteriormente per le lunghe. Se alla fine l’Ohio restasse l’unico e l’ultimo stato decisivo, infatti, e i due candidati fossero separati da poche decine di migliaia di voti, potrebbe essere necessario aspettare l’esame dei cosiddetti “voti provvisori”, quelli espressi ai seggi da cittadini che avevano però richiesto di votare per posta: bisognerà verificare che non abbiano votato due volte. Potrebbero servire giorni. Si potrebbe dover aspettare molto anche nel caso in cui in uno stato in bilico i due candidati siano separati da pochissimi voti, come in Florida nel 2000.

Esiste anche la possibilità di un pareggio, per quanto molto remota: che Obama e Romney finiscano con 269 grandi elettori ciascuno. In quel caso, a norma di legge, il presidente verrebbe scelto dalla Camera e il vicepresidente dal Senato. La Camera ha maggioranza repubblicana, il Senato ha maggioranza democratica. A quel punto avremo, con ogni probabilità, un presidente Romney e un vicepresidente Biden.

Le foto dell’ultimo giorno di campagna elettorale
Obama e Romney stato per stato 

foto: Mark Wilson/Getty Images