Una ragazza indiana tra i resti degli idoli immersi dai devoti indiani nel fiume Yamuna. Nuova Dehli, India, 25 ottobre 2012. (AP Photo/Kevin Frayer)

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  • venerdì 26 Ottobre 2012

I fiumi inquinati dalla Durga Puja in India

Una ragazza indiana tra i resti degli idoli immersi dai devoti indiani nel fiume Yamuna. Nuova Dehli, India, 25 ottobre 2012. (AP Photo/Kevin Frayer)

Durga Puja è una festività hindu che si svolge ogni anno per celebrare la dea Durga, incarnazione dell’energia creativa femminile. La festa dura due settimane: la puja, che si festeggia in diverse zone dell’India, è organizzata da alcuni comitati e ognuno rappresenta un paese o un quartiere. Le maggiori puja vengono comunque organizzate a Calcutta, Chennai e Nuova Delhi, dove si celebrano più di ottocento puja. Per questa festività vengono creati idoli (murti) fatti di argilla, che viene raccolta dal fiume Gange, e decorati. E conclusi i riti religiosi vengono immersi nelle acque di alcuni fiumi del paese.

Questa pratica risulta però dannosa per l’ambiente, soprattutto a causa dei materiali utilizzati per colorare gli idoli, che sono tossici, e che inquinano le acque dei fiumi locali, una volta immersi alla fine dei festeggiamenti. Il governo indiano e le autorità locali cercano ogni anno di limitare questa pratica, controllando diverse zone lungo i fiumi, per evitare che gli idoli vengano gettati in acqua, soprattutto quelli colorati con sostanze inquinanti. Ieri, il governo aveva indicato quattro zone precise in cui poter immergere gli idoli. Ma l’appello non è stato ascoltato: molto materiale è stato gettato per esempio nel fiume Yamuna, un affluente del fiume Gange, nel nord dell’India, nonostante la minaccia di arresti.