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  • mercoledì 19 Settembre 2012

La volta che Obama fu registrato di nascosto

Era il 2008, durante le primarie, e un commento sulle persone «amareggiate» che si «aggrappano alle armi» gli fece passare un paio di brutte giornate

Dopo la pubblicazione del video registrato di nascosto in cui Mitt Romney parlava in modo decisamente poco conciliante di metà dell’elettorato americano e della base elettorale di Barack Obama, molti hanno ricordato un precedente che riguarda lo stesso Obama durante la campagna per le primarie democratiche del 2008. L’episodio avvenne nell’aprile del 2008 in California, in uno dei periodi di maggiore difficoltà per il futuro presidente.

(Davvero metà degli americani non paga le imposte sul reddito?)

Barack Obama in Pennsylvania era dato in netto svantaggio rispetto a Hillary Clinton, ma settimana dopo settimana ridusse parecchio il distacco – fino a circa 5 punti percentuali – investendo molto tempo e sforzi nello stato. All’inizio di aprile, poi, il suo tour in pullman lasciò lo stato e andò prima in Montana e poi in California. Il 6 aprile Obama tenne un evento di raccolta fondi nel paesino di Kentfield, poco a nord di San Francisco.

Un blog dell’Huffington Post, dedicato alla campagna elettorale, riportò qualche giorno dopo alcuni passaggi del suo discorso in quell’occasione, e in particolare uno che si riferiva ai piccoli centri urbani della Pennsylvania che aveva visitato poco prima.

«Vai in queste piccole cittadine della Pennsylvania, e come in molte cittadine del Midwest i posti di lavoro se ne sono andati 25 anni fa e non sono stati rimpiazzati da niente. I cittadini passano attraverso l’amministrazione Clinton e poi quella Bush, e ogni governo che arriva dice che in qualche modo queste comunità risorgeranno, ma non succede niente. Non è sorprendente, allora, che diventino rancorosi e amareggiati [they get bitter], che si aggrappino alle armi o alla religione o all’antipatia verso chi non è come loro o a sentimenti anti-immigrazione o a opinioni contro il libero mercato, per spiegare le loro frustrazioni»

Queste parole vennero riportate da Mayhill Fowler sull’Huffington Post in un lungo e pensoso commento, in cui venivano fatte risalire anche alla necessità di “spiegare la cultura della classe lavoratrice ai ben più ricchi ascoltatori” della California. Ad ogni modo, Fowler riconosceva che si trattasse di affermazioni «problematiche». E infatti Obama venne criticato parecchio, in primo luogo dal suo rivale alle primarie democratiche, Hillary Clinton, e poi anche dal candidato repubblicano John McCain.

Hillary Clinton descrisse il commento di Obama come «elitista» (accusa che arrivò anche dalla campagna di McCain) e «fuori dalla realtà». Era un momento delicato della campagna elettorale per le primarie: Obama aveva appena perso le primarie in Ohio ai primi di marzo e doveva dimostrare di essere in grado di convincere i lavoratori bianchi, che costituivano la parte principale dell’elettorato della Pennsylvania. L’allora giornalista di TIME Jay Carney, che oggi è il portavoce della Casa Bianca, disse in televisione (come ha ricordato ieri Buzzfeed) che quell’uscita a proposito della California dimostrava «un’enorme debolezza» di Obama e alimentava il pregiudizio che fosse troppo poco vicino all’America rurale e dei piccoli centri.

Obama passò un paio di brutte giornate ma reagì con forza. Ammise che si era espresso male ma non ritrattò, e nei comizi successivi ripeté più volte che molte persone erano diventate amareggiate e poco fiduciose nel cambiamento (la parola chiave, invece, della sua campagna elettorale), tanto da smettere di votare in base alle questioni economiche – pensando che nessuno potesse aiutarli veramente – e da rifugiarsi piuttosto in questioni più di principio, come il possesso delle armi o i diritti degli omosessuali.

Alla fine, in Pennsylvania, Obama perse le primarie contro Hillary Clinton per 85 delegati a 73, ma alle presidenziali batté McCain di quasi mezzo milione di voti. E la Pennsylvania votò in maggioranza per lui, proseguendo la sua tradizione di stato democratico dal 1992. Anche nei sondaggi per le prossime elezioni Obama è parecchio in vantaggio su Romney.

Foto: Riccardo S. Savi/Getty Images