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  • sabato 8 settembre 2012

Rimsha Masih è stata scarcerata

La ragazzina pakistana accusata di aver bruciato una copia del Corano è stata liberata su cauzione e trasportata via elicottero in un luogo segreto

Un giudice pakistano ha ordinato ieri il rilascio su cauzione di Rimsha Masih, la ragazza di 14 anni appartenente alla minoranza cristiana e affetta da una forma di ritardo mentale che è accusata di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. La cauzione, fissata a 10.500 dollari è stata pagata dalla All Pakistan Minorities Alliance, un’associazione che protegge le minoranze religiose pakistane.

Secondo Paul Bhatti, il ministero per l’Armonia nazionale (che si occupa dei rapporti tra le diverse confessioni religiose), dopo la liberazione Rimsha è stata condotta con un elicottero dell’esercito in un luogo segreto dove ha incontrato i suoi genitori. In teoria la blasfemia, per il codice penale pakistano, è un reato che non concede la liberazione su cauzione, ma sembra che sia stata fatta un’eccezione per via della giovane età della ragazza e, più probabilmente, per l’attenzione internazionale che ha avuto il caso. Rimsha dovrà comunque tornare davanti alla corte. Per il reato di blasfemia “volontaria” secondo la legge pakistana la pena raccomandata è”la morte o il carcere a vita”, in quest’ordine.

Domenica scorsa un imam della comunità locale era stato arrestato con l’accusa di aver infilato lui stesso le pagine bruciate del Corano in una busta della spazzatura che stava portando la ragazza. L’imam è stato accusato da un altro religioso, ma, a quanto pare, non è detto che questo possa salvare Rimsha. Infatti, il secondo imam ha comunque confermato che la ragazza ha bruciato, non si sa per quale motivo, delle altre pagine del Corano (oltre a quelle che erano state infilate nella sua borsa).

In seguito al processo contro Rimsha la polizia ha trasportato la sua famiglia in una località segreta  per motivi di protezione. Molti cristiani che abitavano vicino alla famiglia di Rimsha sono stati costretti a trasferirsi in seguito alle minacce ricevute. Le leggi che puniscono il reato di blasfemia sono un tema molto sensibile in Pakistan: nel marzo 2011 il ministro per gli affari delle minoranze venne ucciso dopo averne chiesto una riforma. Pochi mesi prima, per lo stesso motivo, era stato ucciso anche il governatore del Punjab.

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