• Scienza
  • mercoledì 18 Luglio 2012

Il distacco di un grande iceberg in Groenlandia

Un fotoromanzo artico, sorvegliato dal satellite

Il ghiacciaio Petermann è una grande riserva di ghiaccio che si trova a nord-ovest della Groenlandia e sbocca nello Stretto di Nares, il lungo braccio di mare che separa l’isola di Ellesmere (Canada) dalla Groenlandia. È costituito in buona parte da una lunga lingua di ghiaccio che si tuffa nell’oceano e che periodicamente origina grandi iceberg, che in alcuni casi viaggiano alla deriva partendo dallo Stretto. Nell’agosto del 2010 un blocco di ghiaccio con una superficie di 260 chilometri quadrati (più dell’Isola d’Elba, per farsi un’idea) si staccò dal Petermann facendo sorgere molti dubbi sullo stato del ghiacciaio, e sui possibili effetti del riscaldamento globale.

A distanza di due anni, come mostrano le nuove immagini satellitari in sequenza pubblicate dalla NASA, si è staccato un nuovo grande iceberg dal ghiacciaio. Il fenomeno è stato rilevato dal satellite Aqua, che compie numerosi passaggi al di sopra delle regioni polari ogni giorno. Alle 10:25 (ora di Greenwich, due ore in meno rispetto all’Italia in questo periodo dell’anno) del 16 luglio, l’iceberg era ancora molto vicino al ghiacciaio, ma era già visibile la profonda crepa di separazione sulla superficie.

Circa due ore dopo, il grande pezzo di ghiaccio ha iniziato a muoversi e ad allontanarsi dal ghiacciaio Petermann che lo ha originato.

Il giorno seguente, il 17 luglio alle 9:30, Aqua ha rilevato un ulteriore allontanamento dell’iceberg, che ha probabilmente contribuito alla rottura dello strato di ghiaccio più sottile presente nella parte terminale del fiordo (il ghiaccio grigio-azzurro, nell’immagine). In poco tempo, l’iceberg ha anche subito una rotazione di diversi gradi verso sinistra.

Stando ai primi calcoli dei ricercatori, il nuovo pezzo di ghiaccio è grande circa la metà rispetto all’iceberg che si staccò due anni fa nella stessa zona. Confrontando le immagini degli ultimi giorni con quelle rilevate negli anni scorsi è comunque visibile il progressivo ritiro del ghiacciaio Petermann. Durante la stagione più calda, questi tipi di ghiacciai di solito perdono ciclicamente diverse decine, a volte centinaia, di metri lungo i loro fronti, che vengono poi recuperate nella stagione invernale. Se il recupero non è totale, il ghiacciaio di fatto si ritira e subisce quindi una riduzione, che può diventare permanente, della propria superficie. I ricercatori avevano già notato una frattura nel Petermann legata al nuovo iceberg più di dieci anni fa. Come avevano già spiegato nel 2010, non si può dire con certezza se il fenomeno sia dovuto o meno al riscaldamento globale.