Il lancio fallito del razzo della SpaceX

Doveva decollare stamattina il primo vettore privato a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale, ma qualcosa è andato storto all'ultimo secondo

Questa mattina, alle 10 ora italiana, era previsto il lancio del missile Falcon 9, prodotto dalla compagnia privata American SpaceX, dalla base statunitense di Cape Canaveral. Sarebbe dovuto essere il primo vettore di una società privata a portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale, ma qualcosa è andato storto nella fase di decollo e il lancio è stato interrotto proprio all’ultimo secondo.

Il vettore Falcon 9 avrebbe dovuto portare la capsula cargo Dragon, contenente una tonnellata di rifornimenti per l’equipaggio che ora si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale. Secondo quanto ha dichiarato un portavoce della società che ha realizzato il vettore, a bloccare il conto alla rovescia sarebbe stato un problema a uno dei nove motori, la cui forza propulsiva era necessaria per far raggiungere al vettore l’altezza di 300 chilometri, quota alla quale la capsula con i rifornimenti avrebbe poi proseguito da sola.

La missione di oggi era importante anche come test per il futuro, soprattutto perché la capsula e il vettore disegnati e prodotti da American SpaceX sono stati progettati per trasportare anche degli astronauti. L’obiettivo di American SpaceX, come di altre compagnie private del settore, è affiancare le agenzie spaziali nazionali, prima di tutto la NASA, nel trasporto e nel rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale.

Appaltando queste operazioni a privati, la NASA spera di risparmiare fondi da spostare sulla ricerca e su missioni di esplorazione. Il fallimento di questo primo lancio non dovrebbe pregiudicare il ruolo delle agenzie private nell’aeronautica spaziale, e un nuovo lancio dovrebbe essere organizzato già tra pochi giorni, non appena le condizioni lo permetteranno. La prima data utile potrebbe essere questo martedì o mercoledì.

Roberto Gonzalez/Getty Images