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  • sabato 28 Aprile 2012

Le proteste in Malesia

Le foto delle grandi manifestazioni a Kuala Lumpur contro il governo, per chiedere "elezioni libere e giuste": la polizia ha risposto con i gas lacrimogeni

Oggi in Malesia decine di migliaia di persone stanno protestando contro il governo del premier Najib Razak per una riforma del sistema elettorale malese che secondo i manifestanti favorisce decisamente il governo in carica. Si tratta della più grande protesta nel paese degli ultimi anni: alcune manifestazioni non sono state autorizzate dal governo e per questo c’è molta tensione. Oggi la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni d’acqua contro i manifestanti che hanno marciato verso piazza Merdeka (“indipendenza”) della capitale Kuala Lumpur. Ci sarebbero stati alcuni arresti, ma ancora non c’è una conferma ufficiale.

Alla protesta, organizzata dal movimento Bersih (“pulito”) “per elezioni libere e giuste” appoggiato dall’opposizione in Parlamento, hanno partecipato circa 25 mila persone intono a piazza Merdeka (ma c’è chi dice ci siano 50 mila persone in strada). I manifestanti chiedono “una riforma completa del sistema elettorale”, in quanto l’attuale favorirebbe decisamente l’attuale coalizione di governo, Fronte nazionale. In particolare, i manifestanti chiedono l’estensione del periodo di campagna elettorale ad almeno 21 giorni (oggi è di sette), gli stessi spazi per governo e opposizione sui media del paese, osservatori internazionali alle prossime elezioni e soprattutto una riforma delle liste elettorali, secondo loro falsate perché spesso includerebbero elettori fasulli.

Anche lo scorso luglio c’era stata una protesta simile e di grande impatto in Malesia, che aveva provocato la reazione della polizia. Nuove elezioni legislative sono previste in estate anche se a questo punto, con le proteste di questi giorni, potrebbero essere rinviate. Proprio pochi giorni fa il premier Najib aveva dato l’autorizzazione per creare una nuova commissione elettorale bipartisan per riformare il sistema elettorale malese. Ma questa apertura non ha soddisfatto l’opposizione, attualmente guidata dall’ex ministro delle finanze Anwar Ibrahim, e il movimento Bersih.

foto: AP/Lai Seng Sin