Formigoni ai Caraibi

Gli aggiornamenti sul caso Daccò si concentrano sul Capodanno del 2009 e su chi pagò i voli e il soggiorno nel "resort più caro al mondo"

Gli aggiornamenti sul caso delle vacanze di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, si trovano oggi praticamente su tutti i giornali italiani. Il caso, in breve, è questo: il cosiddetto “faccendiere” Pierangelo Daccò è stato arrestato lo scorso novembre ed è indagato per appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni. Daccò faceva l’intermediario sia per il San Raffaele che per la Fondazione Maugeri e andava in vacanza con Roberto Formigoni. Il punto è: chi pagava? Formigoni ha sempre detto che si trattava di “vacanze di gruppo”, quindi uno pagava i voli per tutti, un altro pagava il ristorante per tutti, un altro pagava i souvenir per tutti, eccetera.

Oggi il Corriere della Sera, Repubblica e l’Espresso pubblicano le spese sulle carte di credito di Daccò relativamente a un soggiorno ai Caraibi nel Capodanno del 2009 (in quello che Repubblica definisce “il resort più caro al mondo”). Formigoni ha detto di non avere ancora avuto tempo per cercare le sue ricevute relativamente a quella vacanza – trattandosi di cifre molto grosse, non dovrebbe aver pagato in contanti – e ha detto che bisogna fidarsi della «parola del presidente». Formigoni ha anche detto di non avere avuto contatti diretti con Daccò, trovandosi ieri smentito da una lettera al Corriere di Carla Vites, moglie di Alberto Simone, ex assessore lombardo anche lui arrestato. Questo è l’articolo sul Corriere di oggi di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella.

MILANO – Presidente Formigoni, dov’era a Capodanno 2009? «Francamente non ricordo, devo guardare le mie agende», aveva risposto l’altro giorno al CorriereTv che cercava lumi sul contesto dei biglietti aerei di linea per Formigoni e il suo collaboratore Alberto Perego pagati per 8.000 euro, destinazione Parigi, dalla carta di credito di Pierangelo Daccò, il mediatore in carcere dal 15 novembre per 7 milioni di fondi neri del San Raffaele di don Verzé e arrestato una settimana fa anche per 56 milioni di euro di fondi neri della Fondazione Maugeri. L’Espresso ricorda di aver pubblicato due anni fa notizie che indicavano Formigoni presente «per tre anni consecutivi all’ Altamer Resort di Anguilla, sette stelle ai Caraibi, uno dei più cari del mondo».

Può allora essere che alla fine del 2008, quando Daccò paga l’aereo a Parigi per Formigoni, la destinazione del governatore lombardo sia stata l’isola d’oltremare inglese? Se si spulciano le ricevute delle carte di credito di Daccò, consegnate alla Procura dal suo fiduciario svizzero Giancarlo Grenci, e se si mettono in parallelo l’acquisto del biglietto aereo da 4.000 euro e le ricevute di alcune spese operate poi da Daccò in quei giorni, compreso un conto da 7.000 euro proprio all’ Altamer Resort di Anguilla, viene in effetti da pensare che, dopo il volo di linea a Parigi, all’isola delle Piccole Antille siano volati (forse su un velivolo privato) certamente Daccò, e allo stato solo presumibilmente anche Formigoni e Perego.

Cosa, nell’assenza di risposte di Formigoni, può accreditare questa suggestione? Intanto l’interrogatorio di Grenci il 14 dicembre scorso: «So che Daccò e Simone ospitavano spesso sulle loro barche Roberto Formigoni, tale circostanza mi è stata riferita da loro stessi. So che facevano le vacanze insieme, in particolare ricordo alcune vacanze a Saint Martin, anche questo mi è stato riferito da Daccò», del quale a detta di Grenci «risultano pagamenti di affitti di ville da 80/90mila euro ai Caraibi per 2-3 settimane e ritengo che fossero ragionevolmente destinate ad ospitare più persone».

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foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images