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  • mercoledì 4 aprile 2012

Le primarie repubblicane sono finite?

Mitt Romney ha vinto anche in Wisconsin, Maryland e Washington e a questo punto per Santorum si fa quasi impossibile

Mitt Romney ha vinto le primarie repubblicane in Wisconsin, Maryland e Washington DC, fornendo l’ennesimo inequivocabile segnale di forza e superiorità sui suoi rivali. Con circa il 99 per cento dei seggi scrutinati, Romney ha vinto le primarie in Maryland con il 49,1 per cento dei voti, staccando il suo principale avversario Rick Santorum (che ha ottenuto il 28,9 per cento) e Newt Gingrich (10,9 per cento). Romney si è assicurato così 37 delegati alla convention repubblicana che eleggerà il suo candidato il prossimo 27 agosto a Tampa, in Florida.

In Wisconsin, invece, Romney ha vinto almeno 27 delegati (più il sostegno, molto probabilmente, di altri 3 superdelegati, secondo l’Associated Press, che comunque teoricamente non sono vincolati), ottenendo il 42,5 per cento dei voti contro il 37,6 di Santorum. Nel District of Columbia (Washington) la vittoria per Romney è stata ancora più semplice, dato che Santorum non ha fatto campagna elettorale preferendo concentrarsi altrove: l’ex governatore del Massachusetts ha ottenuto il 70,2 per cento dei voti e almeno 16 delegati (a cui andrebbero aggiunti altri 2 superdelegati).

Con le vittorie ottenute ieri Romney avrebbe ora in totale per la convention almeno 619 delegati (che sarebbero potenzialmente 655 con le proiezioni dei superdelegati che dovrebbero votare per lui). Dunque oltre la metà della soglia di 1.144 delegati necessaria per ottenere la nomination. Con 1.166 delegati ancora da assegnare, Santorum è fermo a 276 delegati (più 2 probabili superdelegati), Gingrich a 131 (più 4 superdelegati). Nonostante le ultime tre sconfitte, soprattutto quelle del Maryland e del Wisconsin dove nel 2008 aveva vinto un altro cristiano piuttosto integralista come Mike Huckabee, Santorum ha comunque detto che non si ritirerà dalla corsa e che “c’è tutto un secondo tempo da giocare”. Lo stesso ha annunciato Gingrich, anche se da settimane buona parte del partito repubblicano invoca la sua uscita di scena dalle primarie per non complicare inutilmente la gara tra Romney e Santorum.

fonte: The New York Times

Se la matematica li tiene in corsa, però, politicamente la corsa sembra definitivamente finita e la nomina di Romney a candidato repubblicano sembra pressoché scontata, a questo punto. Non a caso, ieri, per la prima volta dall’inizio delle primarie, il presidente statunitense Barack Obama ha accusato direttamente Mitt Romney, criticandolo per il suo sostegno a una contestata manovra finanziaria annunciata dal deputato del Wisconsin e capo della Commissione Bilancio della Camera, Paul D. Ryan. Romney ha detto invece che Obama non ha a cuore i bisogni dei cittadini americani e lo ha accusato per “gli errori” nella gestione del mercato immobiliare, del debito del governo e dei prezzi sempre più alti della benzina negli Stati Uniti.

Le prossime tappe delle primarie repubblicane si terranno il 24 aprile, quando si voterà contemporaneamente in 5 stati: Connecticut, Delaware, Rhode Island, New York e Pennsylvania, lo stato di casa di Santorum che qui si giocherà le sue ultime chance. Questi stati assegneranno rispettivamente 28, 17, 16, 94 e 71 delegati più 6 superdelegati (5 sarebbero già di Romney). In tutti questi stati si voterà con il metodo delle primarie. Secondo gli ultimi sondaggi, Romney sarebbe favorito in Connecticut, Delaware, Rhode Island e New York e, se dovesse vincere anche nella Pennsylvania di Santorum, a quel punto non ci sarebbero più dubbi sul prossimo candidato repubblicano alle elezioni presidenziali.

foto: Justin Sullivan/Getty Images

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