Chi è Jim Yong Kim

È il candidato scelto da Barack Obama per la presidenza della Banca Mondiale, è nato a Seul ed è uno dei più grandi esperti nella lotta contro AIDS e tubercolosi

Barack Obama ha scelto il 52enne Jim Yong Kim come candidato alla guida della Banca Mondiale. Kim è un medico americano di origini sudcoreane ed è il 17esimo presidente del Dartmouth College, la più piccola università della cosiddetta “Ivy League”, ossia la cerchia delle otto più prestigiose ed elitarie università private statunitensi. Kim, nato a Seul l’8 dicembre 1959 e trasferitosi negli Stati Uniti a 5 anni, è il primo americano di origine asiatica che guida un college così prestigioso ed è una figura molto importante nel campo della sanità mondiale. Kim è riconsciuto in tutto il mondo per il suo impegno per lo sviluppo e la lotta alla diffusione di gravi malattie come AIDS e tubercolosi. Kim succederebbe così a Robert Zoellick, che ha annunciato lo scorso febbraio le sue dimissioni che avranno luogo il prossimo giugno.

Secondo quanto riporta la Associated Press, Kim sarebbe stato scelto dal presidente e dal suo staff tra una decina di candidati, tra cui diversi rappresentanti dell’amministrazione Obama. Kim è stato scelto proprio per il suo profilo più internazionale che, spera l’amministrazione Obama, possa placare le rivendicazioni dei paesi emergenti che quest’anno sembrano molto più ostili e decisi a cambiare l’abitudine secondo cui il capo della Banca Mondiale è un americano e quello del Fondo Monetario Internazionale è un europeo (attualmente la francese Christine Lagarde). Non a caso, lo stesso presidente ruandese Paul Kagame, per esempio, ha dichiarato in passato che Kim “è un vero amico dell’Africa”, “un leader che sa quello che deve fare per combattere la povertà”.

Nelle ultime settimane si era detto che Obama avrebbe potuto scegliere anche un candidato non americano, ma l’ipotesi è sembrata sin da subito molto remota, visto che Obama è in piena campagna elettorale e una mossa del genere avrebbe potuto portare qualche conseguenza per la sua rielezione. Tuttavia, le nazioni in via di sviluppo dovrebbero presentare tre candidati. Tra questi sembrano certi il colombiano José Antonio Ocampo, 59 anni, ex professore alla Columbia University ed ex ministro delle Finanze colombiane, nonché Ngozi Okonjo-Iweala, il ministro delle Finanze della Nigeria già appoggiato da Angola, Nigeria e Sud Africa: 57 anni, Okonjo-Iweala è già stata alla Banca Mondiale tra il 2007 e il 2011 in qualità di Managing Director. Qualche giorno fa si era autocandidato alla presidenza della Banca Mondiale anche Jeffrey Sachs, direttore del Columbia University’s Earth Institute, senza successo.

La dirigenza della Banca Mondiale, composta da 25 membri, sceglierà il suo candidato in aprile. Gli Stati Uniti, in quanto la più grande economia del mondo, hanno anche la più grande percentuale di voti nella scelta. L’invio delle candidature per la presidenza scade oggi. Come ha scritto la Banca in un comunicato, il candidato dovrà dimostrare di avere qualità di “leadership”, “esperienza nella gestione di grandi organizzazioni internazionali”, “imparzialità”, “ottime doti comunicative”, “familiarità con il settore pubblico”. Dopo aver ricevuto tutte le candidature, la dirigenza della Banca Mondiale sceglierà i tre candidati migliori che saranno chiamati a un colloquio con la dirigenza. Tra questi verrà eletto il Presidente. La Banca ha promesso che i suoi criteri di scelta saranno basati “sul merito e sulla trasparenza”.

foto: AP/Jim Cole