La storia di ♂ e ♀

Da dove vengono i simboli dei generi maschile e femminile, il cerchio con la freccia e quello con la croce (c'entrano i pianeti)

(NARINDER NANU/AFP/Getty Images)
(NARINDER NANU/AFP/Getty Images)

Il doodle di Google di oggi, in onore della festa internazionale della donna, trasforma la G in un cerchio con una croce attaccata in basso, simbolo che storicamente rappresenta il genere femminile. Il simbolo maschile, invece, è raffigurato come un cerchio con una freccia obliqua che punta verso l’alto. Entrambi i simboli hanno a che fare con l’astronomia: quello maschile viene dal simbolo astronomico del pianeta Marte, mentre il simbolo femminile è il simbolo astronomico del pianeta Venere.

I simboli astronomici occidentali hanno una lunghissima tradizione ma sono oggi poco diffusi nelle pubblicazioni scientifiche astronomiche: dopo essere stato molto diffuso nel corso del XIX e XX secolo, il loro uso è oggi sconsigliato dall’Unione Astronomica Internazionale. Continuano invece a essere molto diffusi in astrologia, che utilizza normalmente i simboli dei pianeti accanto a quelli dei segni zodiacali.

I simboli adottati per i pianeti richiamano le divinità dell’antica religione greca e romana, a cui i pianeti vennero associati già in tempi antichissimi. I primi astronomi della Mesopotamia avevano associato il pianeta Marte (ritenuto erroneamente una stella) al loro dio del fuoco e della guerra, probabilmente per la sua colorazione rossa. Secondo il sito della NASA, il simbolo di Marte rappresenta lo scudo e la lancia del dio. È utilizzato in chimica anche per indicare il ferro. Il simbolo di Venere invece sarebbe una stilizzazione dello specchio portatile della dea dell’amore e della bellezza: nell’antichità erano molto diffusi piccoli specchi circolari, dotati di un manico, fatti di metallo levigato. In chimica è associato al rame.

Le associazioni simboliche Marte-lancia/scudo e Venere-specchio si ritroverebbero già in antichi papiri greci di argomento astronomico e nell’iconografia antica, mentre l’uso dei simboli per indicare genericamente il genere maschile e femminile risale almeno al Rinascimento.