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  • venerdì 10 febbraio 2012

“All the News That’s Fit to Print”

La storia dello storico motto del New York Times, "le sette parole più famose del giornalismo americano"

Da 115 anni, sull’angolo in alto a sinistra della prima pagina del New York Times è stampato il motto “All the News That’s Fit to Print.” Il senso della frase può essere tradotto come “Tutte le notizie che vale la pena stampare”. Oggi, sulla BBC, il professor W. Joseph Campbell della American University di Washington racconta la storia dello slogan, che definisce “le sette parole più famose del giornalismo americano”.

Il motto, coniato dal direttore Adolph S. Ochs, comparve per la prima volta nella pagina degli editoriali il 25 ottobre 1896 (fu spostato in prima pagina il 10 febbraio 1897) senza alcun commento o presentazione particolare. Ma la stessa scritta era già apparsa, disegnata con lampadine rosse, in un cartello pubblicitario sopra Madison Square di New York all’inizio dell’ottobre 1896. Da circa un mese e mezzo il nuovo proprietario del New York Times, che all’epoca vendeva circa 9.000 copie al giorno, era lo stesso Ochs. L’uomo si era trasferito a New York dal Tennessee, dove possedeva il quotidiano The Chattanooga Times, e aveva comprato la proprietà del giornale a un’asta fallimentare per 75.000 dollari, quasi tutti presi in prestito (i suoi discendenti sono ancora oggi i proprietari del giornale). Il suo ambizioso obiettivo era quello di differenziarsi dai concorrenti ben più grandi e sani finanziariamente del Times, e in particolare dalla stampa scandalistica di William Randolph Hearst e Joseph Pulitzer.

L’invenzione del motto era una delle strategie per dare un’identità e fare pubblicità al giornale, ma probabilmente all’inizio non era stato pensato per essere definitivo. Alla fine di ottobre del 1896 il giornale lanciò un concorso tra i lettori, mettendo in palio 100 dollari per un motto che cogliesse “più adeguatamente” le “caratteristiche distintive” del giornale rispetto a “All the news that’s fit to print”. Arrivarono centinaia di proposte, ma la qualità generale era decisamente bassa, e dopo qualche settimana il giornale chiarì che forse il motto non sarebbe stato cambiato, anche se restava il premio di 100 dollari per la proposta migliore. Alla fine vinse “All the world’s news, but not a School for Scandal”, inviata da un lettore di New Haven, Connecticut, che fortunatamente non venne sostituito al motto di Ochs.

Dal febbraio del 1897, il motto non si è più mosso dalla prima pagina, e da anni, come scrive Campbell, “è ammirato come una dichiarazione di intenti senza tempo, è stato interpretato come un ‘grido di guerra’ per l’onestà del giornalismo, e preso in giro come pretenzioso, esagerato e incredibilmente vago.” Nel 1960 un deputato texano, Wright Patman, chiese l’apertura di un’inchiesta sul giornale alla Federal Trade Commission, perché stabilisse se “All the news that’s fit to print” fosse un caso di pubblicità ingannevole (il FTC rifiutò di aprire un’indagine).

Quanto al significato del motto, fit è probabilmente usato in questo caso con il significato di “adatto”, ma mantiene una sfumatura generica e imprecisa: potrebbe voler dire “Tutte le notizie che vale la pena di stampare” come “Tutte le notizie che possono essere stampate.” L’ambiguità rimane anche in inglese e lo stesso giornale ha ammesso in passato che il motto ha qualche difficoltà di interpretazione. In un articolo del 2001, in occasione del 150esimo anniversario del giornale, il New York Times ha scritto: “Che cosa vuol dire, esattamente? Siete voi a deciderlo”.

foto: AP Photo/Richard Drew

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