• Italia
  • mercoledì 25 gennaio 2012

Il decreto sulle carceri del governo Monti

Gli ospedali psichiatrici giudiziari verrano chiusi entro marzo 2013 e, contro il sovraffollamento, gli ultimi 18 mesi della pena potranno essere scontati agli arresti domiciliari

Il Senato ha approvato oggi con 226 voti favorevoli, 40 contrari e 8 astenuti, il decreto presentato dal ministro della giustizia Paola Severino contro il sovraffollamento delle carceri. Hanno votato a favore il Popolo della libertà, il Partito democratico e il Terzo polo, contro la Lega Nord e l’Italia dei valori. Il decreto era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre scorso e deve ora passare all’esame della Camera per essere convertito in legge entro il 20 febbraio.

Le carceri
I punti più importanti del testo sono due: l’estensione da 12 a 18 mesi della possibilità (già prevista da una norma varata nel 2010 dal governo Berlusconi) di scontare a domicilio l’ultima parte della pena, e l’opportunità della custodia a domicilio per reati minori. Sono esclusi dai domiciliari gli arrestati per furto in appartamento, furto con strappo, rapina semplice ed estorsione semplice, per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza.

Grazie a questa seconda disposizione si eviterà la permanenza in carcere per meno di una settimana dopo l’arresto di coloro che sono destinati al processo per direttissima o che sono in attesa di convalida. La soluzione che era stata individuata inizialmente dal governo Monti era la riapertura
 delle camere di sicurezza delle questure e delle caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ma il Senato, con un emendamento di Filippo Berselli del PdL e di Alberto Maritati del Pd, ha deciso di privilegiare la custodia a domicilio. Se il magistrato giudicherà pericolosa la persona arrestata potrà comunque scegliere per le camere di sicurezza o per il carcere.

Gli ospedali psichiatrici giudiziari
All’interno del ddl approvato oggi dal Senato c’è anche un emendamento che prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, gli ex manicomi criminali, entro il 31 marzo del 2013.

Secondo uno studio del comitato ”Stop Opg” per l’abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari, ci sono 1.419 persone internate. Di queste, 1.323 sono uomini e 96 donne. Gli uomini sono distribuiti in 6 strutture: Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Napoli, Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto; le donne si trovano nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stivere e nella Casa di cura e custodia di Sollicciano. Sugli Opg, nel giugno 2010 era stata avviata un’indagine della Commissione d’inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale presieduta da Ignazio Marino.

In base al nuovo decreto, i detenuti psichiatrici dovranno essere affidati a strutture interamente a carattere ospedaliero organizzate dal Servizio sanitario delle Regioni. Ogni Regione dovrà inoltre concludere un accordo con l’amministrazione penitenziaria per individuare le strutture sanitarie che presentano i requisiti minimi di sicurezza. I presidi di sicurezza e di vigilanza si troveranno lungo il perimetro delle strutture, quindi all’esterno dei reparti.

(Nella foto: l’ospedale psichiatrico giudiziario
di Castiglione delle Stiviere a Mantova, Lapresse)

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