Il piccolo miracolo tedesco

In Germania nel 2011 l'occupazione è salita a livelli record (avete letto bene)

Durante il suo discorso alla nazione di fine anno trasmesso sabato scorso, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rassicurato i propri connazionali: «La Germania se la sta cavando bene, anche se il prossimo anno sarà senza dubbio più difficoltoso di questo». La traballante economia europea infatti preoccupa il governo tedesco e gli analisti, anche se gli ultimi dati sull’occupazione nel paese diffusi ieri hanno lasciato un po’ di ottimismo.

Nel 2011 in Germania sono stati creati più di mezzo milione di posti di lavoro e si stima che le persone occupate, sempre lo scorso anno, fossero almeno 41 milioni sugli 82 milioni circa di abitanti del paese. L’aumento rispetto al 2010 è stato pari all’1,3 per cento: dai tempi della riunificazione non c’erano così tante persone con un lavoro in Germania. Il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 7 per cento, ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni. Il buon andamento è stato reso possibile da una sensibile ripresa della crescita, messa a dura prova negli anni tra il 2009 e il 2010, da un aumento generalizzato dei consumi e dal mantenimento delle esportazioni.

I dati sono sicuramente positivi, ma analisti ed esperti suggeriscono di non eccedere con l’entusiasmo, come ben sanno gli esponenti della maggioranza che sostiene il governo Merkel. Mentre l’economia tedesca riusciva a riprendere un poco di fiato nell’ultimo anno, in molti paesi dell’eurozona le cose non sono andate altrettanto bene. Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia e Italia hanno avuto seri problemi per tenere sotto controllo il loro debito pubblico e l’Unione fatica ancora per trovare una efficace via d’uscita per la crisi. Gli effetti della recessione nei paesi più in difficoltà metteranno probabilmente a dura prova l’economia della Germania nel corso dell’anno appena iniziato.

Come spiegano sullo Spiegel, la Germania dovrà soprattutto darsi da fare con l’emissione e la vendita di nuovi titoli di Stato, per ottenere nuove risorse con cui finanziarie il proprio debito. Si stima che potrebbero essere necessari fino a 35 miliardi di euro di nuovo debito, circa il doppio rispetto al 2011. La situazione delle altre economie europee potrebbe incidere anche sull’andamento dell’occupazione, portando a dati sul lavoro meno positivi rispetto a quelli da poco comunicati dalla società di rilevazioni statistiche tedesca. Insomma, la situazione è quella che è, in alcuni settori la crisi si sente molto, lo stesso governo Merkel perde consensi: le cose non vanno benissimo, di certo possono andare molto peggio di così. A maggior ragione, quindi, i dati sull’occupazione nel 2011, ottenuti mentre il resto d’Europa è in agonia – in Spagna il tasso di disoccupazione è da mesi oltre il 20 per cento – sono degni di nota.

foto: AP Photo/Markus Schreiber