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  • lunedì 31 Ottobre 2011

Herman Cain canta, di nuovo

Stavolta la pizza non c'entra: ha cantato un inno religioso per difendersi dalle accuse di molestie, e se l'è cavata bene

Herman Cain, l’improbabile candidato in testa ai sondaggi delle primarie repubblicane, ha affrontato oggi il più grosso problema della sua campagna elettorale fino a questo momento. Politico ha ripescato la storia delle accuse di molestie presentate contro di lui negli anni Novanta da due donne. All’epoca Cain era il responsabile della National Restaurant Association (NRA), l’associazione che rappresenta oltre 380mila ristoratori statunitensi. Le due donne il comportamento di Cain, che avrebbe fatto allusioni a sfondo sessuale con diversi comportamenti, e per chiudere la vicenda fu raggiunto un accordo: le due donne ottennero un indennizzo per lasciare la NRA in cambio di un impegno formale a non discutere con nessuno i motivi del loro abbandono.

Oggi Cain ha tenuto un discorso pubblico al National Press Club. Cain ha affrontato la questione con qualche reticenza, ammettendo la storia ma dicendo che le accuse erano false e sostenendo di non avere mai molestato nessuno. Fin qui niente da dire se non fosse che a un certo punto, allo scopo di mostrare la sincerità della sua fede religiosa, Cain si è messo a cantare. E ha cantato un inno religioso dal titolo eloquente: “He looked beyond my faults” (Lui ha guardato oltre le mie colpe). Cain col canto se la cava molto bene, così come aveva mostrato l’ormai celebre video in cui cantava “Imagine there’s no pizza” (faceva l’amministratore delegato di una catena di pizzerie, a quei tempi).