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  • mercoledì 26 Ottobre 2011

La storia del Pony Express

Il 26 ottobre 1861 chiuse il servizio postale veloce più celebre del mondo: rimase nei film western, nei fumetti e nei modi di dire, e rinacque col motorino

Il 26 ottobre 1861, il Pony Express annunciò la sua chiusura dopo diciotto mesi. Il Pony Express era un servizio postale veloce che univa la città di St. Joseph, Missouri, a San Francisco, California, un percorso lungo circa 3.200 chilometri. Nonostante il breve periodo del suo funzionamento, il Pony Express entrò subito a far parte della mitologia della conquista e della colonizzazione dei territori più occidentali degli Stati Uniti.

Il primo corriere diretto a ovest partì da St. Joseph il 3 aprile 1860 e arrivò a San Francisco poco prima della mezzanotte del 13 aprile 1860, accolto da molte persone scese in strada a festeggiare un evento percepito come storico. Fino all’arrivo dei cavi del telegrafo intercontinentale, che sarebbe avvenuto pochi mesi dopo, il Pony Express fu il mezzo più veloce per le comunicazioni tra la costa occidentale degli Stati Uniti e l’est del continente, con il suo tempo record di consegna di dieci giorni. Fino ad allora, le lettere dalla costa orientale venivano spedite via mare a Panama, poi attraversavano il paese via terra (il canale di Panama venne aperto solo nel 1914) e venivano imbarcate su un’altra nave che le avrebbe portate a San Francisco.

L’organizzazione
I corrieri del Pony Express non potevano pesare più di 55 chili circa e montavano cavalli piccoli e veloci, da cui il nome della ditta. Ciascuno di loro cavalcava per circa 120-160 chilometri al giorno, portando la sacca delle lettere che si chiamava, con nome spagnolo, mochila. Lungo il percorso si dovevano fermare nelle stazioni di scambio, che distavano tra loro una ventina di chilometri, la distanza che un cavallo può percorrere al galoppo prima di stancarsi. Nelle circa 180 stazioni, a volte contenute in forti e altre installazioni militari e a volte costruite appositamente, i corrieri cambiavano cavallo e tenevano con sé la sacca delle lettere (pesante qualche chilogrammo al massimo) che costituiva il loro bagaglio insieme a una borraccia per l’acqua, una Bibbia, un corno per annunciare il proprio arrivo alla successiva stazione di cambio, e due pistole (oppure, a scelta, una pistola e un fucile).

Circa 80 uomini lavorarono come corrieri, tra cui il famosissimo William Cody (Buffalo Bill) che firmò un contratto con la compagnia a 15 anni dopo aver incontrato i suoi corrieri nelle pianure degli Stati Uniti occidentali. Il lavoro era pagato benissimo, 25 dollari alla settimana, ma anche il servizio di Pony Express si pagava caro: la spedizione di una lettera di 15 grammi costava inizialmente 5 dollari, all’incirca il salario mensile di un manovale. Il prezzo venne ridotto a 1 dollaro negli ultimi quattro mesi dell’attività.

La fine
Nel marzo 1861, il Pony Express perse l’appalto per la distribuzione delle lettere lungo il suo percorso attraverso il nord e il centro degli Stati Uniti, a favore di una linea di carrozze che seguiva una strada più a sud, la Butterfield Overland Mail Trail. Il Pony Express si ridusse a operare solo tra Salt Lake City, Utah, e Sacramento, California, ma lo scoppio della Guerra Civile Americana (iniziata il 12 aprile 1861) e l’arrivo dei cavi del telegrafo a Salt Lake City, il 24 ottobre 1861, costrinsero il Pony Express a interrompere le attività.

Non che i mesi precedenti fossero passati senza difficoltà. Tra il maggio e il giugno del 1860, ad esempio, una serie di attacchi e di imboscate della tribù indiana dei Paiute, nel Nevada, portarono a una temporanea interruzione delle consegne. I corrieri e le stazioni erano tra i bersagli preferiti degli attacchi, che portarono all’uccisione di circa quindici impiegati della ditta e alla perdita di 150 dei quattrocento cavalli che vennero impiegati nel progetto. Oggi sono rimaste circa 250 lettere trasportate dai corrieri del Pony Express.

foto: AP Photo/Robert A. Siegel Auction Galleries, Inc.