(Daniel McCullough)
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  • martedì 20 Settembre 2011

Lezioni di candidatura

Va bene i curriculum, ma soprattutto idee chiare

(Daniel McCullough)

Riceviamo ogni giorno molte mail i cui autori offrono gentilmente di lavorare per il Post, scrivere per il Post, collaborare col Post. Attraverso questa procedura siamo entrati in contatto in questi mesi con alcune persone di cui il Post ha pubblicato degli articoli, ma non tante.

Perché il 90% delle mail, dei cui autori si intuiscono spesso competenze o intelligenze interessanti, non spiegano niente di quello che offrono al Post. In sostanza chiedono di “collaborare” e aggiungono che il Post gli piace molto: aggiungono informazioni sulle loro lauree o gli altri posti dove hanno lavorato. Niente che spieghi le loro intenzioni, o perché il Post potrebbe beneficiare del loro contributo. E noi ci troviamo così con decine e decine di candidature in cui si possono celare tesori e che invece si mostrano molto anonime, e di cui non sappiamo cosa fare, non avendo un ufficio del personale in grado di dedicarsi a quotidiani appuntamenti e approfondimenti di mille candidature.
Perché quasi nessuno fa proposte puntuali o concrete, quasi nessuno offre di scrivere delle poesie in ungherese (gli diremmo no, grazie, probabilmente: ma almeno ci siamo capiti), molti dicono di aver studiato cinema o lettere antiche e di poter tenere un blog su questi temi. Ma se il Post avesse voluto aprire un blog di cinema avrebbe da tempo cercato qualcuno che lo tenesse, non mancano. Diciamo che, trafelati come siamo, apprezziamo anche con gratitudine l’attitudine di chi ci scrive a mettersi nei nostri panni.

In altrettanti casi le offerte non sembrano minimamente aver preso le misure al Post. Alcuni ci propongono di scrivere recensioni (che il Post non fa, preferendo far parlare i contenuti) o di seguire e “coprire” determinati eventi (che in quanto tali per il Post non sono una notizia, fino a che non vi avviene qualcosa di rilevante): o riferiscono di aver collaborato con siti diversissimi dal Post. Così ci troviamo come dei potenziali clienti a cui un negoziante abbia detto soltanto “ho un bel negozio e faccio questo lavoro da molto, ho anche venduto delle cose a Flavio Briatore”, e per darci un’idea ci mandi una foto del suo certificato della Confesercenti. Ma cosa venda e perché ci debba interessare, non riusciamo a capirlo.

Insomma, noi siamo certi che là fuori è pieno di persone molto brave che potrebbero fare cose meravigliose e interessanti per il Post (presto per esempio avremo bisogno di qualche aiuto part time su lavori di ricerca contenuti online e web editing, ma qui sappiamo noi di cosa abbiamo bisogno), e che le vogliono fare: e ci dispiace perdere queste occasioni. Quindi chiediamo loro di parlarci non solo del loro passato ma anche del loro futuro, e di mostrarci meglio la mercanzia. Altrimenti ci troviamo con cataste di curriculum in formato europeo tutti uguali e insignificanti e di articoli scritti per cronache locali o siti di cinefili. Spesso perfetti per quei contesti, che sono però diversi dal Post.

Comunque grazie, tutto questo ci racconta anche che quello che il Post fa è apprezzato. Alla fine, quello che ci aiuta, da sempre, è complicità.