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  • venerdì 16 settembre 2011

Le violenze sui rom in Boemia

Da mesi alcuni gruppi di estrema destra attaccano le famiglie che abitano vicino al confine con la Germania, la situazione è fuori controllo

Nelle ultime settimane le minoranze rom della Boemia, una regione della Repubblica Ceca, sono state ripetutamente attaccate da alcune bande armate di estrema destra. Il ministro dell’Interno ha inviato 250 agenti di polizia per cercare di prevenire nuovi scontri, ma nei giorni scorsi ha ammesso che la situazione è fuori controllo. Gli scontri iniziali si sono trasformati in un autentico movimento di odio e violenza contro la comunità rom, in parte appoggiato anche dalla popolazione locale. Ne parla il settimanale tedesco Spiegel.

Finora la presenza massiccia della polizia non ha calmato le cose. Domenica scorsa trecento neo-nazisti, nella maggior parte dei casi giovani uomini con teste rasate e giubbotti neri, hanno marciato nella città di Novy Bor, vicino al confine con la Germania cantando «I rom se ne devono andare» e «Libera, sociale e nazionale», lo stesso motto del partito di estrema destra tedesco NPD. Molte persone che osservavano dai margini della strada hanno applaudito al loro passaggio.

Questo tipo di episodi, spiega lo Spiegel, sono di solito associati ad altri paesi europei, soprattutto l’Ungheria, dove per anni le minoranze rom sono state vittime di attacchi molto violenti. In questa parte della Repubblica Ceca si sono intensificati soltanto negli ultimi mesi, in seguito all’arrivo di nuovi gruppi rom. All’inizio di agosto alcuni giovani rom avevano attaccato un bar di Novy Bor per vendicare una rissa che c’era stata poco prima tra un membro del loro gruppo e un ospite del locale.

I rom accusano lo Stato della Repubblica Ceca di ignorare la loro situazione e non fare abbastanza per proteggerli. Qualche mese fa un gruppo di neo-nazisti aveva lanciato una molotov contro la casa di una famiglia rom e una bambina di due anni aveva riportato gravi ustioni. Le condizioni in cui vivono queste famiglie sono del resto già disastrose. Nella maggior parte dei casi si tratta di baracche costruite ai margini della città.

Nella Repubblica Ceca oggi vivono circa 250.000 rom su una popolazione di 10 milioni di abitanti. Le imprese edili spesso offrono loro soldi pur di avere liberi i territori in cui devono costruire. In alcuni casi li convincono a trasferirsi in altre case abbandonate e poi li costringono a pagare un affitto, o chiedono direttamente sussidi allo stato. «È stata la pigrizia del governo e l’astuzia degli imprenditori a portarci i rom», dice allo Spiegel uno dei leader del gruppo neo-nazista ceco Partito dei Lavoratori per la Giustizia Sociale. «Ora dobbiamo farci giustizia da soli».

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