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  • giovedì 14 luglio 2011

Gli abusi sessuali nella Chiesa cattolica tedesca

Un istituto di ricerca rivedrà i documenti degli ultimi dieci anni per impedire che si verifichino nuovi casi in futuro

La Chiesa cattolica tedesca, con la collaborazione di un gruppo indipendente di ricerca, sta per iniziare una revisione approfondita dei casi di abusi sessuali che coinvolgono sacerdoti e religiosi emersi negli ultimi dieci anni nel paese. In Germania lo scandalo è stato particolarmente esteso ed ha assunto rilevanza nazionale all’inizio del 2010, quando sono emersi numerosi casi di abusi e le vicende hanno monopolizzato per diverse settimane l’attenzione dei media.

La Chiesa tedesca sta attraversando una profonda crisi per le conseguenze dello scandalo, anche dal punto di vista finanziario: nel 2010 decine di migliaia di persone hanno smesso di autodichiararsi cattoliche nelle documentazioni fiscali allo stato tedesco, intervenendo sul meccanismo che in Germania garantisce che una piccola parte di tasse vada alle confessioni di appartenenza. Nel 2009 già 124.000 persone avevano smesso di dichiararsi cattoliche.

La nuova inchiesta è stata avviata anche in vista della visita di papa Benedetto XVI in Germania, programmata per settembre. Durante la visita nel suo paese natale, il pontefice rischia di essere nuovamente messo sotto pressione per la gestione dei casi passati di abusi, in particolare quelli avvenuti durante il suo periodo come arcivescovo di Monaco, tra il 1977 e il 1982. I risultati di un’inchiesta portata avanti da uno studio legale negli archivi dell’arcidiocesi di Monaco, resi pubblici lo scorso dicembre, mostrarono che nel periodo di oltre sessant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale al 2009 oltre 250 sacerdoti e religiosi della arcidiocesi erano stati coinvolti in casi di pedofilia, ma che una parziale e intenzionale distruzione dei documenti nel corso del tempo aveva impedito che si venisse a conoscenza delle dimensioni del problema.

Il vescovo di Treviri Stephan Ackermann, incaricato lo scorso anno di gestire le conseguenze dello scandalo in tutta la Germania, ha detto che lo scopo delle nuove inchieste non è quello di valutare il modo in cui sono stati gestiti i vecchi casi di abusi, ma di comprendere meglio come siano potuti accadere, per elaborare nuove misure preventive per il futuro.

Incaricato di svolgere le revisioni è l’Istituto di Ricerca Criminologica della Bassa Sassonia (KFN), un istituto di ricerca indipendente fondato nel 1979 e che si occupa soprattutto di indagini su fenomeni criminali nel lungo periodo. Il KFN rivedrà la documentazione degli ultimi dieci anni disponibile sui singoli religiosi coinvolti nei casi. In circostanze particolari, le vittime e i religiosi potranno essere riascoltati per avere ulteriori informazioni.

Oltre alla ricerca del KFN, un gruppo di psichiatri rivedrà anche i profili psicologici che sono entrati a far parte della documentazione dei casi denunciati in passato, con il fine di individuare i tratti psicologici che renderebbero più facili gli abusi e aiutare la Chiesa cattolica nella prevenzione futura.

Il vescovo di Treviri Stephan Ackermann (a destra) con l’arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca.
foto: UWE ZUCCHI/AFP/Getty Images

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