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  • lunedì 6 Giugno 2011

Chi sono i tamarri del New Jersey a Firenze

Il Wall Street Journal racconta il soggiorno fiorentino del cast di Jersey Shore, discusso reality su un gruppo festaiolo italoamericano

Snooki ha tamponato una macchina della polizia di Firenze. Lo si poteva leggere su molti siti americani, ma anche italiani, la settimana scorsa. Forse non vi dice molto, ma anche per chi negli ultimi due anni abbia sentito parlare di Jersey Shore, la notizia non risulterà sconvolgente: la partecipante più nota del reality di MTV non è nota per il rispetto delle leggi e del buon costume. Ma a leggere anche l’autorevole Wall Street Journal (il Wall Street Journal è sempre “autorevole” nei gerghi giornalistici) il soggiorno fiorentino del programma ha qualcosa da raccontare.

MTV, un tempo music television, negli Stati Uniti ha messo da parte la musica per darsi ai reality per adolescenti di varia natura. Ci sono i ricchi adolescenti bianchi festaioli di Laguna Beach, poi diventati ricchi giovani bianchi festaioli in The Hills; abbiamo le ragazze sedicenni incinte di 16 and Pregnant, poi diventate Teen Mom, madri teenager, l’anno successivo. Jersey Shore è, di questa offerta televisiva di discutibile qualità, forse il punto di maggior successo.

Il programma segue le vicende di otto ragazzotti artificialmente abbronzati e di millantata discendenza italo-americana mentre sono in vacanza al mare, nel Jersey Shore del titolo che scopriamo essere il noto ritrovo estivo di quelli che noi – e il Wall Street Journal – definiremmo “tamarri”: loro si autodefiniscono, con fierezza, guido (i maschi) e guidette (le femmine), che poi sarebbe il nomignolo offensivo dato agli immigrati italiani di ceto basso. Quando è stato annunciato negli Stati Uniti, due anni fa, il reality che si proponeva di raccontare la vita della comunità italoamericana giovane e festaiola ha suscitato una ricchissima serie di polemiche prima ancora che questo venisse trasmesso. Polemiche che non sono riuscite a fermare la produzione, ma che si sono improvvisamente placate, in un silenzio allibito, quando la serie è finalmente andata in onda: il prodotto era troppo brutto persino per suscitare indignazione. E dava una certezza: l’unico collegamento con l’Italia o con gli italoamericani erano alcune frasi maldestre pronunciate dai ragazzi, per il resto troppo occupati a ubriacarsi, trovare compagnia per la serata e farsi licenziare dal lavoretto estivo per preoccuparsi delle proprie origini. Una di loro, la Snooki già citata, è risultata poi essere di origine cilena.

Per non lasciarsi sfuggire questa connessione, a quanto pare ritenuta dalla produzione di qualche importanza, la quarta stagione del reality ha spostato il luogo delle riprese dalle spiagge del New Jersey al presunto luogo di origine degli antenati dei protagonisti: Firenze, meta abbastanza ricca di cliché per rispettare una macchietta dell’Italia popolare negli Stati Uniti, e insieme abbastanza colta da mostrare ulteriormente l’ignoranza degli otto partecipanti. Le riprese sono in corso in questo momento, e la stagione verrà trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 4 agosto.

La loro presenza a Firenze non è comunque passata inosservata: oltre al già citato tamponamento di un’auto della polizia, il cast del reality ha già guadagnato tre multe (Matteo Renzi, sindaco della città, ha commentato: «Se continuano così, riempiranno le casse comunali») e una lista di regole e divieti redatta appositamente per loro. Lo racconta l’articolo del Wall Street Journal che, tra il semiserio e il molto divertito, si premura anche di offrire il ritratto di un tipico “Florence police officer” (a sinistra).

Lo scontro tra culture è radicato nella differenza di vedute su cosa significhi essere “italiano”. Firenze – la terra di Michelangelo, Dante e Gucci – si è sempre vista come emblema dell’eleganza italiana e della raffinatezza. […]

L’italianità di Jersey Shore ha sfumature più sfacciate. Abbigliamento appariscente, volgarità, atti osceni in luogo pubblico, ostentazione di ubriachezza, amori occasionali sono i marchi di fabbrica di “guido” e “guidette”.

La produzione pretendeva di filmare agli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia, a Palazzo Vecchio: pare abbia ottenuto l’ultimo. Ed è sempre Matteo Renzi a sancire le regole a cui il cast dovrà attenersi: «Niente riprese all’interno di locali che servono alcolici, niente riprese al cast che beve in luoghi pubblici; se volete far apparire Firenze come una città festaiola, meglio chiarire da subito che non lo è.»

Foto: AP Photo/Fabrizio Giovannozzi