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La Cina vuole tutto l’oro del mondo

Nel primo trimestre del 2011 la richiesta è più che raddoppiata, superando quella dell'India

La Cina è diventata il più grande acquirente d’oro del mondo. Nel primo trimestre del 2011 la richiesta del metallo prezioso è più che raddoppiata raggiungendo 90,9 tonnellate e superando quella dell’India (85,6 tonnellate). Secondo l’ultimo rapporto del World Gold Council, la Cina occupa ora il 25 percento del mercato globale dell’oro, lasciando l’India al secondo posto con il 23 percento.

Storicamente, l’India ha sempre detenuto il primato degli investimenti sull’oro. Soltanto nel 2007, prima che questo tipo di investimento iniziasse a diffondersi globalmente, la richiesta indiana contava per il 61 percento del totale. La Cina era ferma soltanto al 7 percento. Secondo il rapporto il cambiamento è dovuto alla crescente richiesta d’oro da parte della media borghesia cinese e alla ricerca di un settore sicuro su cui investire. «Avevamo previsto che nel 2020 la richiesta d’oro della Cina sarebbe raddoppiata rispetto a quella del 2010, ma se il ritmo continuerà a essere questo potrebbe accadere anche molto prima».

Gli investitori cinesi preferiscono l’oro per mettersi al riparo dalle eventuali svalutazioni monetarie. A differenza del denaro, infatti, l’oro mantiene inalterato il suo valore. Inoltre costituisce un investimento più sicuro rispetto a beni come azioni o immobili, che negli ultimi anni non si sono dimostrati così affidabili. Il risultato è che ora in molte città cinesi le gioiellerie hanno iniziato anche a vendere lingotti e monete d’oro ai loro clienti.

Il mercato dei gioielli naturalmente continua a costituire una fetta molto importante del mercato dell’oro, in questo caso ancora dominato dall’India. Nel primo trimestre del 2011 l’India ha comprato 206,2 tonnellate d’oro per questo settore, ben al di sopra delle 142,9 tonnellate della Cina. Si stima comunque che anche in questo caso il consumo cinese sarà destinato ad aumentare rapidamente. Nell’ultimo trimestre l’aumento percentuale è stato del 21 percento, mentre quello indiano è stato soltanto del 12 percento. Poi naturalmente c’è il mercato tecnologico, che negli ultimi anni sta trainando sempre più l’appetito della Cina per l’oro man mano che l’assemblaggio dei prodotti elettronici si trasferisce nel paese.